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L’anno spericolato di Giuseppina Valda

L’anno spericolato di Giuseppina Valda

C’è anche un’accusa a piede libero per detenzione di hashish per la sorella di Francesco Pio

NAPOLI. Nell’ultimo anno vissuto pericolosamente c’è anche un’accusa di detenzione a fine di spaccio per Giuseppina Valda, la sorella di Francesco Pio arrestata giovedì scorso per un video postato su TikTok in cui un rapper inneggiava alla mafia. Così dai domiciliari è finita in carcere mentre il 10 marzo dell’anno scorso, nel corso di una perquisizione a casa, la polizia trovò tra la sua biancheria 80 grammi di hashish. Ma in quell’occasione il gip ipotizzò che la sostanza potesse non essere della 23enne e così non scattarono le manette, ma solo una denuncia a piede libero con possibile proscioglimento a breve. Nel frattempo però la posizione giudiziaria della giovane donna resta delicata, ferma restando la presunzione d’innocenza fino all’eventuale condanna definitiva. L’ultima vicenda in cui è coinvolta Giuseppina Valda riguarda la pubblicazione su TikTok di un video malgrado fosse agli arresti domiciliari. Martedì scorso, giorno in cui la giovane si è recata in tribunale per la prima udienza del processo che la vede imputata per concorso nella detenzione dell’arma usata dal fratello Francesco Pio nell’omicidio di Francesco Pio Maimone con la nonna e un gruppo di parenti e amici, la ragazza ha postato sul social un video cui si è esibita ripetendo le parole di un rapper che, in sottofondo, inneggiava alla mafia. Si sarebbe configurata quindi secondo l’accusa una violazione della prescrizione del divieto di comunicazione con persone diverse da quelle coabitanti, che ha portato alla sostituzione dei domiciliari con il carcere. Il nuovo provvedimento è stato notificato a Giuseppina Valda dal commissariato San Giovanni-Barra al termine di indagini condotte in tandem con la Squadra Mobile di Napoli, In sette, tra cui quattro familiari, avrebbero aiutato Francesco Pio Valda a fuggire e nascondere la pistola utilizzata per l’omicidio di Francesco Pio Maimone. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, eseguito il 13 ottobre 2023, ci furono la nonna, la sorella Giuseppina, uno zio e una cugina, finiti nel corso dei mesi nel mirino dei poliziotti della sezione Omicidi della Squadra mobile della Questura che hanno condotto le indagini con il coordinamento della Dda. I congiunti rispondono soltanto per concorso nel possesso della calibro 38 da cui partì il colpo vagante che il 20 marzo 2023 uccise il giovane di Pianura. Un innocente che si trovò sulla traiettoria indirizzata dal 20enne verso un coetaneo di Pianura con cui era nato il litigio per una scarpa Louis Vitton macchiata da un po’ di birra, fuoriuscita dalla bottiglia davanti a uno chalet di Mergellina. I ruoli dei sette indagati (da ritenere innocenti fino all’eventuale condanna definitiva) sono stati ben chiariti dalla pubblica accusa. Giuseppe Perna e Pasquale Saiz, dopo che Francesco Pio Valda aveva sparato a Francesco Pio Maimone, lo accompagnarono nei pressi della chiesa di Santa Maria del Parto e avvisarono via telefono Giuseppina Valda e Alessandra Clemente (cugina) affinché lo prelevassero e lo portassero al sicuro. Le immagini di una telecamera hanno inquadrato il 20enne mentre saliva sulla Fiat 500 delle giovani donne e consegnava alla cugina la pistola, che la 26enne nascose sotto il tappetino.

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