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Concorso per l'agenzia delle Dogane, tensione alla Mostra d'Oltremare

Concorso per l'agenzia delle Dogane, tensione alla Mostra d'Oltremare

Momenti di tensione durante lo svolgimento delle prove preselettive del concorso per vari profili indetto dall’Agenzia Dogane e Monopoli, tenutosi ieri mercoledì otto maggio, presso la Mostra D’Oltremare. Molti dei partecipanti alloggiati nel padiglione due infatti, hanno lamentato che durante lo svolgimento di dette prove consistenti in 50 domande a quiz a cui rispondere in 50 minuti, sono stati fortemente disturbati dai forti e fastidiosi rumori provocati da operai al lavoro nello stesso padiglione, praticamente nello stesso ambiente ma separati da un muro che copriva quasi la metà dell’altezza complessiva del capannone. In poche parole, a detta di alcuni partecipanti, era come se in uno stesso stanzone, da una parte si svolgeva la prova preselettiva a dall’altra i lo svolgimento di lavori di manutenzione o allestimento di un palco, con tutto il fracasso dei mulinelli con i loro cicalini di sicurezza, degli operai che urlavano per scambiarsi indicazioni e rumori assordanti di metallo, presumibilmente transenne, che venivano scaricate a terra. A nulla sembra siano valse le ripetute e veementi rimostranze di alcuni dei partecipanti esasperati, fatte anche ad alta voce, agli steward di sorveglianza i quali rispondevano candidamente che loro non avrebbero potuto farci nulla. Alla fine della prova, avvicinatosi al tavolo dei componenti della commissione di concorso, le proteste sono continuate ma i contestatori si sentivano rispondere dal personale preposto che nessuno li aveva avvertiti, nessuno aveva sentito il rumore né tantomeno le forti urla di protesta di diversi partecipanti. Oramai, sostenevano non si poteva fare più nulla poiché il problema sarebbe dovuto essere segnalato durante lo svolgimento della prova. Alle forti rimostranze dei partecipanti che sostenevano invece di averlo più volte segnalato agli steward preposti, i commissari invitavano a indicare i responsabili della mancata segnalazione in modo che, a loro dire, non avrebbero mai più lavorato con loro. All’alzarsi dei toni uno dei commissari minacciava di chiamare le forze dell’ordine, i contestatori hanno lo hanno invitato a farlo dal momento che i loro cellulari erano sigillati in un’apposita custodia. Alla fine gli animi si sono placati ma già si parla di ricorso.

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