Pochi medici, garantita assistenza dalle 8 alle 14 e niente reperibilità. Colpa dei trasferimenti all'Ospedale del Mare
NAPOLI. Sanità dalla coperta corta; perchè per rinfoltire le fila dei medici all’Ospedale del Mare stanno impoverendo i reparti dgli ospedali citadini, compresi quelli di eccellenza. Risultato? Uno fra tanti: il pronto soccorso oculistico dell’ospedale Pellegrini, dal primo giugno chiuderà alle 14 perchè non c’è personale a sufficienza per poter garantire la turnazione e dunque la copertura professionale dell’ambulatorio. Lasciando di fatto sguarnite le città di Napoli e di Caserta con le loro province. Un decisione presa, certo non a cuor leggero, dal dirigente del reparto, il quale, con una nota ufficiale inviata ai direttori delle Asl campane e al responsabile dell’ospedale, ha evidenziato come per mancanza di copertura di turni il pronto soccorso oculistico del Pellegrini sarà aperto esclusivamente dalle 8 alle 14 senza nemmeno più la reperibilità. Il turno dalle 14 alle 20 è dunque sospeso.
Il perchè è presto detto. La situazione che in questi anni si è andata ad aggravare ulteriormente vede ora “schierati” appena appena quattro specialisti sui sette che contava ad inizio anno il pronto soccorso oculistico. Due medici sono in aspettativa e uno è stato esonerato per problemi di salute dal mese di gennaio. Non essendo più prevista sostituzione in quanto, a detta dell’Asl di competenza, il budget per questo tipo di provvedimenti è ampiamente esaurito, l’alternativa è la chiusura.
Un po’ come sta avvenendo per le sale operatorie dove, sempre dal primo giugno, saranno sospesi gli interventi di elezione, ovvero quelli programmati. Si riuscirà a garantire solo quelli di emergenza.
La stessa direzione del Pellegrini ha fatto sua la nota del dirigente del pronto soccorso oculistico dicendosi preoccupata per questa criticità che condivide in pieno ed è d’accordo che nell’interesse comune di garantire una completezza di turni chiede un intervento deciso.
In soldoni, raccontano i medici, «stiamo soffrendo per una serie di scelte che finirà con il penalizzare tutti i presidi ospedalieri napoletani e non solo il Pellegrini dove, tra le altre cose, anche Chirurgia della Mano potrebbe adottare lo stesso provvedimento di Oculistica in quanto in fotre carenza di personale».
Stessa situazione si sta profilando al San Giovanni Bosco dove il personale per far fronte agli interventi di elezione è ridotto al lumicino e dove presto potrebbe essere adottato il blocco della programmazione operatoria. A all’Ascalesi, che vive lo stesso dramma del Pellegrini, e dove due specialisti dell’oculistica sono stati trasferiti all’Ospedale del Mare. Una “fuga” aggravata dall’emorragia di pensionamenti dei medici assunti fra gli anni Settanta e Ottanta che sta lasciando le strutture sanitarie napoletane alle corde.
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