Tutte le novità
22 Giugno 2015 - 19:54
Il capoclan è il più longevo della Campania: divieto di dimora grazie ad'istanza difensiva
NAPOLI. Meglio conosciuto come O’ Giaguaro, il boss campano più anziano, ha ottenuto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di dimora nel comune di San Martino Valle Caudina. A deciderlo è stato il Tribunale di Avellino in accoglimento di una richiesta del suo legale, l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli. Venne tratto in arresto lo scorso 1° febbraio 2013 dai Carabinieri a Napoli. in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per usura ed estorsione con l’aggravante mafiosa, emessa al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Oltre all’arresto del capoclan, le indagini portarono all’arresto di suo fratello Paolo Pagnozzi, della moglie, Rita De Matteo, e un elemento del clan, Davide Pisano. Secondo l'accusa, i quattro, a seguito di un prestito elargito nel 2008 a una famiglia di imprenditori della Valle Caudina di 13 mila euro, avrebbero preteso, negli anni, la restituzione di circa 70 mila euro. Quando gli estorti decisero di non pagare più, il clan cominciò a minacciarli e vessarli. In più occasioni l'imprenditore e la moglie furono costretti ad incontrare Gennaro Pagnozzi che, nel dicembre 2010, nel negozio delle vittime, al rifiuto della donna di versare altro denaro, la malmenò. Dopo questo episodio sono scattate le indagini che hanno portato la Dda di Napoli a chiedere al gip del capoluogo campano l'emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il quadro indiziario raccolto dagli investigatori a carico dell’anziano boss è particolarmente grave, costituito da dichiarazioni delle persone offese, riscontrate da intercettazioni ambientali. Tuttavia, le articolate argomentazioni del suo difensore, hanno fatto breccia nel collegio avellinese che ha decretato la sostituzione della custodia cautelare con quella del divieto di dimora nel comune caudino, nonostante le condanne riportate nel suo casellario giudiziale e la sua qualità di boss di primissimo piano . I Giudici temono che nonostante l’età avanzata se il boss ritorna nella “sua” S. Martino commetta nuovi reati. Il capo indiscusso del clan Pagnozzi è stato sempre considerato elemento apicale della criminalità campana, già a far data dagli anni ‘70. A seguito della decisione presa dai Giudici avellinesi, O’ Giaguaro non ha lasciato il carcere in quanto pende a suo carico un'altra ordinanza di custodia cautelare per un’altra vicenda giudiziaria pendente innanzi al Tribunale di Napoli. In questo processo, l’anziano boss è accusato di aver concorso con suo fratello Paolo e con i suoi nipoti in ben 13 episodi di usura con l’aggravante mafiosa ai danni di persone nel napoletano, prevalentemente nella zona di Ponticelli. Ma sul tavolo della settima sezione del Tribunale di Napoli è già presente una richiesta di scarcerazione il cui accoglimento determinerebbe la remissione in libertà del “giaguaro” e la fine dei problemi giudiziari, sempre brillantemente risolti. Decine e decini di maxi- processi che lo hanno tenuto ristretto nelle patri galere “solo“ dieci anni di carcere pur all’esito una lunghissima carriera delinquenziale durata oltre mezzo secolo .
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo