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Camorra
23 Gennaio 2025 - 09:28
È ancora allarme stese ai Quartieri Spagnoli dopo il doppio raid dell’11 gennaio scorso. Una nuova sparatoria, anche se a salve, si è verificata ieri pomeriggio nei vicoli tra via Toledo e corso Vittorio Emanuele, precisamente in salita Trinità degli Spagnoli. Intorno alle 16 una telefonata anonima ha avvisato il 113 che si erano appena sentiti alcuni colpi di pistole re sul posto sono accorse le Volanti del commissariato Montecalvario e dell’Ufficio prevenzione generale della questura. Uomini e donne che controllano il territorio giorno e notte, ai quali è bastata un’occhiata per capire che la segnalazione era vera. A terra c’erano quattro bossoli, ma nessuno era rimasto ferito né c’erano danni. Le indagini sono partite rapidamente e già gli investigatori hanno acquisito le immagini, ancora al vaglio, delle telecamere piazzate nella zona dei Quartieri Spagnoli. Ad agire sarebbero stati due giovani in sella a uno scooter, poi fuggiti a tutto gas. La pista più seguita condurrebbe a un’intimidazione, ma non si esclude che gli spari servissero semplicemente a marcare il territorio. Al momento infatti in zona non ci sarebbe un clan dominante e così periodicamente si verificano scaramucce tra bande composte da giovani. L’11 gennaio scorso invece ci furono due sparatorie con armi vere e in quel caso gli investigatori della Squadra mobile della questura avrebbero individuato il possibile bersaglio dell’intimidazione: Gaetano Amendola, 31enne dei Quartieri Spagnoli arrestato due anni fa per la rapina a un turista inglese e poi scarcerato. I raid avvennero di notte tra Cariati e Trinità degli Spagnoli: prima cinque colpi di pistola contro il portone del palazzo in cui abita, poi altrettanti verso l’ingresso dello stabile in cui risiedono i genitori. A sparare sarebbero stati gli stessi due malviventi, a distanza di poco tempo. Gli investigatori ne sono convinti e partendo dall’ipotesi di una vicenda maturata presumibilmente per uno “sgarro” recente o un vecchio conto da regolare, starebbero svolgendo indagini mirate, escludendo almeno per il momento la pista di un’improbabile ripresa della guerra tra clan. Anche perché l’uomo non risulta legato a gruppi di criminalità organizzata, così come i suoi familiari (incensurati). I raid, per il tipo di armi utilizzate e la dinamica, sembrerebbero di stampo camorristico e gli autori vengono cercati in quell’ambiente. Dopo i primi interventi dell’Upg, dei commissariati Montecalvario e San Ferdinando, le indagini sono passate ai poliziotti della sezione Omicidi della Squadra mobile, profondi conoscitori del territorio e attenti a ogni voce di strada, poi da vagliare. Una di questa è che i pistoleri avrebbero prima bussato al citofono di Gaetano Amendola e non avendolo trovato hanno sparato contro il portone bucandolo in due punti. In ogni caso, fermo restando che il 31enne nella vicenda sarebbe la parte lesa (se le indagini confermeranno che era lui il bersaglio dell’intimidazione), le sparatorie sono considerate collegate.
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