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Il blitz
10 Febbraio 2025 - 12:33
Tra i 27 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli contro due frange di criminalità organizzata a Pomigliano d'Arco, ci sono 4 minorenni ritenuti legati al clan Cipolletta e un ragazzo appena 18enne. Sono poi 7 gli indagati che erano già detenuti perché ddestintari di misure restrittive precedenti. Le indagini sono durate due anni. Uno dei minorenni, 17 anni, affiliato al clan Cipolletta, si è tatuato al polso il nome della famiglia criminale. Gli altri tre devono rispondere di reati commessi per agevolare l'operatività del clan; manovalanza reperita facilmente e a basso prezzo, pagata a cottimo, sottolineano gli inquirenti. I minorenni, secondo quanto emerso durante un incontro con i giornalisti in procura, a cui hanno partecipato il capo della procura di Napoli, Nicola Gratteri e Patrizia Imperato, capo della procura partenopea dei minori, hanno compiuto principalmente rapine e azioni particolarmente violente, di cui si sarebbero anche vantati, probabilmente per acquisire maggiore prestigio all'interno dell'organizzazione e agli occhi del boss. Uno di loro, sentendosi parte di un gruppo criminale avente disponibilità di armi e una nota capacità intimidatoria, ha compiuto atti di violenza e minaccia per scopi personali. E proprio l'accreditamento verso il capo e quindi la partecipazione a pieno titolo alla organizzazione criminale ha consentito al diciassettenne di diventare un affiliato a pieno titolo dei Cipoletta, svolgendo mansioni di fiducia per e con il capoclan che lo ha coinvolto anche nelle attività più delicate come il trasporto di armi. Evidentemente fiero di questa considerazione si è fatto tatuare sul polso il nome Cipoletta. I quattro ora sono in un istituto penale minorile.
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