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Camorra
22 Febbraio 2025 - 09:54
Le indagini sul caso sono condotte dai carabinieri; nei riquadri la vittima del raid, Raffaele Piccirillo, e il padre, il ras detenuto Rosario “’o biondo”
Agguato poco prima dell’alba di ieri alla Riviera di Chiaia. Stavolta gli uomini di malanapoli hanno deciso di alzare il tiro e nel mirino è finito niente di meno che il figlio del boss della Torretta. Raffaele Piccirillo, 24 anni, è stato centrato da un colpo di pistola al polpaccio mentre si trovava davanti il chiosco “Aurelio”, uno dei principali punti di ritrovo della zona. Trasportato all’ospedale San Paolo, Piccirillo junior resta per il momento ricoverato, ma non è in pericolo di vita. Le indagini sul caso sono intanto condotte dai carabinieri, che hanno già acquisito le immagini delle telecamere della zona. Raffaele Piccirillo è figlio del boss della Torretta Rosario Piccirillo, detto “’o biondo”, conosciuto anche per essere stato in passato uno dei ras del racket ai danni degli ormeggiatori di Mergellina. A sparare, secondo quanto finora emerso dagli accertamenti, sarebbero state due persone in sella a uno scooter che hanno diretto i loro colpi all’indirizzo dell'attività commerciale verosimilmente proprio contro il 24enne. Il boss della Torretta, e l’altro suo figlio, Antonio Piccirillo, sono stati arrestati pochi mesi fa per estorsione nei confronti di alcuni imprenditori. Antonio, per diversi anni, prima del suo arresto, alla fine dello scorso ottobre, era assurto agli onori delle cronache per la sua partecipazione a manifestazioni anti-camorra in occasione delle quali diceva di dissociarsi dagli ambienti della criminalità organizzata, rinnegando anche la figura del padre camorrista. Nel maggio del 2019 prese parte a un sit-in anticamorra organizzato dopo il ferimento della piccola Noemi, la bimba di 4 anni colpita insieme con la nonna in piazza Nazionale durante un agguato di camorra tra la folla. Nel 2021 è stato pure candidato come consigliere comunale alle elezioni amministrative. Tra le vittime delle estorsioni figuravano anche la tiktoker Rita De Crescenzo, attualmente a processo per droga, e suo marito, che avrebbero ricevuto una richiesta estorsiva di qualche migliaio di euro: il compagno di De Crescenzo gestiva infatti alcuni ormeggi. Anche Raffaele Piccirillo da qualche tempo a questa parte è finito nel mirino di inquirenti e investigatori antimafia. Il 24enne, infatti, è attualmente indagato, insieme al fratello Antonio e al padre, per un’altra vicenda estorsiva, stavolta ai danni di un noto commerciante della Torretta. L’11 febbraio 2021, in particolare, avrebbe massacrato, utilizzando una bottiglia di vetro, l’imprenditore: «A mio padre il rifiuto non lo dà nessuno... e ti devo anche sparare». Furono le parole che il figlio del boss - indagato per lesioni - avrebbe profferito durante la spedizione punitiva, come riportato poi dalla vittima ai poliziotti della Squadra mobile. Sull’agguato della scorsa notte, invece, i riflettori delle indagini si stanno concentrando su alcune tensioni registrate nelle ultime settimane nella zona della movida di San Pasquale, a Chiaia, e che avrebbero visto il gruppo Piccirillo entrare in contrasto con alcuni malavitosi della zona dei Quartieri Spagnoli.
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