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Il caso
26 Luglio 2025 - 09:43
NAPOLI. Con due rapine, entrambe con bottini da sogno, messe a segno nel giro di pochi giorni a Napoli, inquirenti e investigatori stanno dormendo sonni poco tranquilli. I carabinieri, che stanno conducendo le indagini sull’assalto consumato giovedì mattina a Pianura ai danni di un rappresentante di gioielli, sono però al lavoro incessantemente e non è da escludere che le indagini possano arrivare a una svolta già nei prossimi giorni.
Il colpo, vale la pena ricordarlo, ha fruttato al commando di banditi un bottino dal valore di circa mezzo milione di euro. Una cifra da capogiro che potrebbe aver fatto gola a più di qualcuno nella cerchia di conoscenze della vittima. Per questo motivo i militari dell’Arma, dopo aver a lungo interrogato il dipendente del centro orafo Tarì e rappresentante della gioielleria Mele, stanno passando al setaccio la sua rete di legami, sia personali che professionali, per cercare di risalire ai responsabili del raid.
Chi ha agito conosceva infatti molto bene orari e spostamenti del commerciante, e quasi certamente sapeva anche quella mattina avrebbe portato con sé circa cinque chili di preziosi. Insomma, un colpo studiato fin nei minimi dettagli e messo a segno con precisione a dir poco chirurgica.
Un aiuto allo sviluppo dell’inchiesta potrebbe comunque arrivare presto anche da alcune telecamere di videosorveglianza, sia pubblica che privata, presenti nei dintorni della scena del crimine. Le registrazioni sono già state acquisite e sono adesso al vaglio degli inquirenti. In quattro, tutti armati di pistola e con i volti coperti, lo hanno fermato e gli hanno portato via una borsa all’interno della quale erano custoditi cinque chili di gioielli, per un valore di circa 500mila euro.
L’assalto è scattato intorno alle 7 di giovedì in via Leonardo Sciascia, strada residenziale del quartiere flegreo. Sul posto i militari dell’Arma hanno incontrato la vittima, un rappresentante napoletano di gioielli e preziosi. Il commerciante sarebbe stato rapinato da almeno quattro persone in sella a due moto, le cui targhe erano state camuffate. Il gioielliere stava salendo in macchina per andare al lavoro, quando è stato fermato dai rapinatori che si sono fatti consegnare la borsa in suo possesso.
Nessuno per fortuna è rimasto ferito. Le indagini sul caso sono adesso condotte dai carabinieri della compagnia Bagnoli che, raccolta la testimonianza della vittima, sono al lavoro per risalire ai responsabili. Proseguono intanto anche le indagini sul colpo messo a segno sabato pomeriggio a Chiaia. Anche in quel caso il piano era stato studiato a fondo. I malviventi hanno atteso che la vigilanza, di cui già conoscevano orari e spostamenti, si allontanasse per entrare in azione.
A quel punto, incuranti che fosse sabato pomeriggio e che in strada fossero ancora presenti numerosi passanti, hanno fatto irruzione nella Gioielleria Gentile, storica attività commerciale di via Nicola Nisco, nel cuore di Chiaia, e sotto la minaccia di una pistola si sono fatti consegnare i preziosi presenti in cassaforte, per poi prelevare parte della merce esposta. Il bilancio del raid è stato stimato in oltre 300mila euro.
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