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Ucciso nella faida dei babyras, i killer di Tufano sotto processo

Conflitto a fuoco fatale in zona Mercato, giudizio immediato per gli otto sicari

Ucciso nella faida dei babyras, i killer di Tufano sotto processo

NAPOLI. Dopo la raffica di arresti scattata a maggio scorso, la Procura antimafia non perde tempo e ottiene la fissazione del giudizio immediato per gli otto ragazzini a vario titolo sospettati di essere i responsabili della morte violenta del quindicenne Emanuele Tufano, ucciso dal fuoco amico il 24 ottobre scorso in via Carminiello al Mercato, a due passi dal Rettifilo. Per la stessa vicenda sono sotto inchiesta anche sei minorenni, per i quali potrebbe arrivare a brevissimo il rinvio a giudizio. Una vicenda atroce, collegata a doppio filo con l’omicidio di un altro giovanissimo, Emanuele Durante, assassinato per volontà del “tribunale della camorra” che gli aveva attribuito sbagliando la responsabilità della morte di Tufano.

In attesa che anche i responsabili del secondo delitto approdino in aula, è intanto stato fissato per giovedì mattina l’appuntamento davanti alla settima sezione penale collegio. Alla sbarra sono attesi Giuseppe Auricchio, Mattia Buonafine, Raffaele Criscuolo, Gennaro De Martino, Francesco Esposito, Simone Gioffredo, Cristian Scarallo e Vincenzo Zerobio. Il collegio difensivo sarà invece composto dagli avvocati Leopoldo Perone, Mauro Dezio, Emilio Coppola, Rosario Marino, Claudia Franchi, Marco Campora, Mariangela Covelli, Alfonso Quarto e Massimo De Marco. Per la stessa vicenda sono indagati anche F.P.F., M.V., N.G., G.M., A.P. e F.A., tutti minorenni all’epoca dei fatti.

Ma perché è stato ucciso Emanuele Durante, se non solo lui aveva partecipato alla sparatoria culminata nella morte di Emanuele Tufano? Assodato il collegamento tra i due fatti di sangue, non è facile nemmeno per gli investigatori fornire una risposta univoca alla domanda. Sicuramente qualcuno pensava che il 20enne avesse portato in trappola gli amici, considerando che guidava il corteo di motorini ed era l’unico non residente nel rione Sanità, abitando a Forcella. Anche, e forse soprattutto, questa circostanza potrebbe avere inciso sulla decisione di vendicarsi con lui per il fuoco amico costato la vita al 15enne in vico Carminiello al Mercato. Salvatore Pellecchia quale presunto mandante e Alexandr Babalyan come presunto esecutore materiale rispondono dell’omicidio di Emanuele Durante, che aveva capito di essere in pericolo ed evitava da alcuni giorni di passare per i vicoli della Sanità, facendo lunghi e articolati giri in auto persino per andare a prendere la fidanzata.

È probabile che alcune persone abbiano cercato di evitare il tragico epilogo, ma dagli atti dell’inchiesta non emergono certezze. Mentre invece appare chiaro dalle intercettazioni acquisite che il gruppo di giovani del Mercato, in contrasto con quello della Sanità dopo un furioso litigio in una paninoteca, nemmeno conosceva il 20enne. Quindi nessun tradimento, solo una voce cresciuta di bocca in bocca. Le indagini dei poliziotti della “Omicidi” della Squadra mobile della questura hanno però ricostruito ogni secondo dei 42 in cui è durata la sparatoria.

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