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Malanapoli
14 Dicembre 2025 - 09:04
A entrare in azione sono stati i poliziotti del commissariato San Giovanni-Barra; nel riquadro l’arrestato Gennaro Arienzo
NAPOLI. Spaccio nel fortino del clan Aprea, scattano le manette per lo specialista delle dosi a domicilio. Gennaro Arienzo, 52enne vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, nonostante gli oltre 500 grammi di marijuana trovati nella sua disponibilità, è però rimasto molto meno del previsto in una cella di sicurezza.
Il colpo di scena è infatti maturato ieri mattina al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. Il gip Anna Tirone, sposando la linea difensiva del legale di Arienzo, il penalista Giuseppe Milazzo, ha infatti ritenuto gli arresti domiciliari una misura sufficiente a garantire le esigenze cautelari.
Così, già ieri pomeriggio, nonostante il carico di droga trovato nella sua disponibilità e il carattere “professionale” della condotta ravvisata dal pm, il 52enne ha lasciato il carcere in tempi molto rapidi. La cattura di Arienzo, che era tra l’altro stato già arrestato sempre per droga nel 2020, è scattata nel primo pomeriggio di giovedì.
A entrare in azione sono stati ancora una volta gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra, ormai da mesi impegnati a mettere sotto pressione i pusher attivi nelle basi di spaccio ritenute sotto il controllo del clan Aprea, l’organizzazione criminale ormai egemone nel quartiere Barra.
Il 52enne è stato così fermato mentre in auto percorreva via IV Novembre. Agli agenti è bastato un primo controllo per far saltare fuori le prime bustine di marijuana e hashish pronte alla vendita. A quel punto gli investigatori hanno deciso di approfondire la faccenda e la perquisizione è stata estesa anche all’appartamento di Arienzo, in via Bernardo Quaranta.
Le cattive sorprese, anche qui, non si sono fatte attendere. Il controllo ha infatti portato alla scoperta e al sequestro di oltre 540 grammi di marijuana frazionata in diverse decine di dosi. La sua permanenza in cella è però durata solo una manciata di giorni. Arienzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Milazzo, ha prima ammesso gli addebiti, sostenendo di spacciare per problemi economici, poi è riuscito a cavarsela con i ben più confortevoli arresti domiciliari.
Il suo nome era balzato alla ribalta della cronaca già a luglio 2020 e anche in quel caso gli era stato fatale un controllo stradale mentre si trovava al volante della propria auto. Passate al setaccio tasche e vettura, gli agenti avevano recuperato e sequestrato nove dosi di cocaina e 215 euro in banconote di vario taglio: quanto bastava a far scattare le manette per detenzione e spaccio di stupefacenti. L’acquirente era stato invece segnalato alla prefettura.
La permanenza di Gennaro Arienzo dietro le sbarre di Poggioreale era però durata anche in quel caso molto meno del previsto. Nonostante il pm avesse chiesto al gip l’applicazione della custodia in carcere, al termine dell’udienza di convalida a spuntarla erano state le argomentazioni del difensore Milazzo, riuscito a far ottenere gli arresti domiciliari al proprio assistito. Un copione che a distanza di cinque anni si è ripetuto. I riflettori delle forze dell’ordine restano intanto puntati sulla basi di Barra.
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