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Il caso

Arrestato in El Salvador, ma l’Italia lo scarcera

Negata l’estradizione di Giuseppe Feis, 45enne del rione Sanità condannato a tre anni per riciclaggio

Arrestato in El Salvador, ma l’Italia lo scarcera

NAPOLI. Se non è un caso diplomatico, poco ci manca. Al centro della singolare vicenda il 45enne del rione Sanità, Giuseppe Feis, quasi un perfetto sconosciuto agli archivi delle forze dell’ordine italiane, il cui nome è però balzato alla ribalta delle cronache d’Oltreoceano nel 2021, quando è stato arrestato all’aeroporto internazionale di El Salvador metre trasportava in valigia 22mila dollari di dubbia provenienza.

Ebbene, dopo quattro anni di vicissitudini giudiziarie, la Corte di appello di Roma ha revocato la misura cautelare della custodia in carcere. Tradotto, Feis torna a piede libero e non sarà estradato, come richiesto da El Salvador, almeno non nel breve termine. A spuntarla sono state le argomentazioni del suo legale, l’avvocato Davide Della Pietà, riuscito a dimostrare l’insussistenza delle esigenze cautelari.

La Corte di appello di Roma aveva tra l’altro chiedo all’autorità giudiziaria del Salvador di inviare un’ulteriore serie di carteggi in merito alla posizione di Feis, documenti che ad oggi non sono però stati ancora trasmessi. Un quadro lacunoso, se non addirittura labirintico, che ha spinto i giudici italiani a disporre l’immediata scarcerazione del 45enne della Sanità.

Il suo arresto risaliva al 30 marzo 2021, quando fu bloccato con 22mila dollari di cui non seppe giustificare la provenienza. Dopo quattro mesi in un carcere locale, Feis tornò a piede libero. Rientrato in Italia poche settimane fa, è stato bloccato a Fiumicino per la condanna a tre anni per riciclaggio emessa nel frattempo a suo carico. La Corte di appello di Roma ha però riaperto il caso.

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