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Il retroscena

La cattura di Ciro Andolfi, era in casa di un insospettabile

Il 49enne scovato in un vano segreto: era tra 100 latitanti più pericolosi, deve scontare 8 anni e 3 mesi

La cattura di Ciro Andolfi, era in casa di un insospettabile

L’ex latitante Ciro Andolfi e, nel riquadro, il suo nascondiglio segreto

NAPOLI. Ciro Andolfi, il latitante napoletano di maggiore spicco arrestato la sera del 23 dicembre scorso, era ospite di un insospettabile che è stato arrestato per procurata inosservanza di pena: Giuseppe Di Luise di 45 anni.

Era nella disponibilità di quest’ultimo l’appartamento in cui sono scattate le manette per “a’ loffa”, in via Giulia Lama, una strada chiusa da cui si accede attraverso la quarta traversa Bisignano, nel cuore del quartiere Barra. Un luogo ideale per nascondersi, in una zona tranquilla e pochissimo trafficata.

Ciro Andolfi, 49 anni compiuti, era ricercato sulla base di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Napoli. Deve scontare un residuo di condanne pari e 8 anni, 3 mesi e 10 giorni per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

Era ricercato da 5 anni. È possibile che l’ex primula rossa non si sia mai mosso dalla zona d’origine. Ma su ciò si stanno sviluppando ulteriori indagini dei carabinieri del Comando provinciale partenopeo (Nucleo investigativo del Reparto operativo guidato dal colonnello Antonio Bagarolo), autori dell’importante cattura.

Due dati lo dimostrano: “A’ loffa” od “o’ russ”, è stato il 22esimo latitante arrestato nel 2025 dai carabinieri (che successivamente hanno preso anche il 23esimo come scriviamo in un’altra pagine del giornale) e lui era inserito nella lista dei 100 più pericolosi d’Italia.

Il blitz è scattato quando ormai Ciro Andolfi pensava di trascorre un'altra Natale fuori dal carcere. Il nascondiglio in cui si trovava, e dal quale è uscito con un sorriso amaro senza opporre resistenza, era ingegnoso. È stato scovato, all’interno dell’appartamento in via Giulia Lama, in un ambiente ricavato ad arte nella parete di una delle stanze. L’accesso era coperto da un termosifone, sul cui retro c’era un’apertura nel muro.

Così all’occorrenza il 49enne si nascondeva in un vano in muratura segreto, difficilmente individuabile. L’indagine per risalire al latitante che sembrava scomparso sono state articolate. Poco tempo fa sarebbe emersa improvvisamente una traccia e le ricerche si sono concentrate su Barra, in particolare nella zona di traversa Bisignano.

Ma ce n’è ancora voluto per identificare l’appartamento, poi cerchiato in rosso e perquisito con successo il giorno prima della Vigilia di Natale.

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