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Nuova spallata

L’estorsore degli Amato-Pagano torna dentro

Pistola in casa durante il blitz di settembre, nuova ordinanza per Saverio Emanuele Margarita

L’estorsore degli Amato-Pagano torna dentro

NAPOLI. Nuova spallata alla fazione del clan Amato-Pagano capeggiata dal ras di Melito Pietro Caizza, alias “zio Pierino”. I poliziotti della Squadra mobile di Napoli, con il supporto della Squadra mobile di Lecce, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Saverio Emanuele Margarita, gravemente indiziato del reato di detenzione illegale di arma comune da sparo e di ricettazione, aggravati dall’aver agevolato l’attività del clan camorristico Amato-Pagano.

La misura cautelare è stata emessa al termine di un’indagine della Squadra Mobile di Napoli, che il 16 settembre sorso, nell’ambito di una complessa operazione di polizia giudiziaria per una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un esercizio commerciale di autolavaggio e di compravendita di auto, ha tratto in arresto Margarita, trovato in possesso di un’arma comune da sparo, debitamente rifornita con sei proiettili, risultata provento di furto.

Tre giorni dopo l’arresto, proprio Margarita aveva però lasciato il carcere. Il gip Valentina Giovanniello, accogliendo l’istanza del difensore Domenico Dello Iacono, gli aveva concesso i domiciliari fuori regione ancora prima del Riesame. Ai domiciliari era finito da subito il terzo indagato, il ventenne Gennaro Villone. Caiazza, forte dei suoi trascorsi criminali ai piani alti del clan Amato-Pagano, era invece rimasto in carcere.

Immaginava che avrebbe avuto gioco facile: sarebbe riuscito a impossessarsi dell’autolavaggio di Melito su cui aveva messo gli occhi.

Il ras degli Scissionisti non aveva però fatto i conti con il coraggio dell’imprenditore finito nel mirino, che, senza esitazione, il giorno stesso in cui era avvenuta la seconda “bussata” non ha esitato a chiedere aiuto alla polizia, denunciando tutto e raccontando cosa fosse accaduto: «Savio - ha messo a verbale la vittima - aveva detto al mio collaboratore che costui era “zio Pierino”, l’attuale capo del gruppo criminale che comanda a Melito», il suo racconto.

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