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03 Gennaio 2026 - 08:58
NAPOLI. Nuova condanna per il ras di piazza Mercato. Ciro Mazzarella, esponente di spicco dell’omonima cosca, pochi giorni fa ha rimediato 6 anni e 4 mesi di reclusione per una vicenda di racket piuttosto singolare. Niente grandi appalti o attività commerciali nel mirino. Il ras, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe taglieggiato il proprietario di un’agenzia di scommesse di corso Garibaldi per farsi consegnare la somma di 50 euro. Denaro che il capozona avrebbe dovuto usare per giocare alle “macchinette”. Il processo di primo grado celebrato con il rito abbreviato si è dunque concluso con un verdetto, quello emesso dal gup Capasso, piuttosto sfavorevole per il boss, comunque già reduce da altre condanne piuttosto severe per associazione mafiosa.
Il pubblico ministero aveva chiesto per lui sette anni di carcere. Si sarebbe trattato dunque di un’estorsione dalle modalità piuttosto singolari. Quel giorno era il 15 gennaio 2022 il ras sarebbe andato nell’agenzia “Cartoleria Eurobet” di corso Garibaldi pretendendo un prestito di 50 euro per fare alcune scommesse, denaro che gli sarebbe stato subito consegnato di dipendenti dell’attività che già lo conoscevano. Andato ben presto in fumo il denaro, il ras avrebbe quindi chiesto un’ulteriore “prestito” da 50 euro. Stavolta gli operatori si sarebbero però opposti e avrebbero messo Mazzarella in contatto telefonico con il gestore della sala scommesse.
La conversazione fu tutt’altro che amichevole, tanto che il ras si sarebbe rivolto in malo modo all’interlocutore, al quale avrebbe rivolto anche delle minacce. Scattata la denuncia, sono poi partite le indagini che sono valse a Ciro Mazzarella una nuova accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I difensori del presunto ras, i penalisti Antonio Abet e Salvatore Impradice, hanno contestato con forza la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, tanto che sa subito avevano chiesto per il proprio assistito il processo con la formula del rito abbreviato condizionato:la difesa puntava in particolare all’escussione del genero di Mazzarella, che qualche giorno dopo il misfatto avrebbe riconsegnato i 50 euro al proprietario dell’attività.
Quest’ultimo si era poi costituito parte civile. Il figlio di Gennaro Mazzarella “’o schizzo” era tra l’altro uno dei 24 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri. I reati ipotizzati andavano dall’associazione mafiosa al traffico di droga, passando per il riciclaggio di danaro sporco. Accuse pesantissime, per le quali in primo grado Ciro Mazzarella, nel 2024, era stato condannato in primo grado a 16 anni e 8 mesi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti della Dda, Ciro Mazzarella, oggi 54enne, sarebbe stato l’indiscusso referente della cosca nella zona di piazza Mercato. Un’area a dir poco calda sotto il profilo degli equilibri criminali e ancora oggi, nonostante il suo arresto, ritenuta sotto lo strettissimo controllo dei Mazzarella e dei loro alleati, i Caldarelli.
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