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Il lutto

Addio a Casavola, giurista illuminato

Natali a Taranto ma napoletano d’adozione, fu preside a Giurisprudenza della Federico II: guidò la Corte Costituzionale per oltre 2 anni

Addio a Casavola, giurista illuminato

Francesco Paolo Casavola

NAPOLI. Storico del diritto romano, presidente della Corte costituzionale negli anni delicati del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica (poi presidente emerito della Consulta), Garante per l'editoria, presidente della Treccani nel decennio della svolta digitale e infine presidente del Comitato nazionale per la bioetica: Francesco Paolo Casavola, morto a 94 anni a Napoli, sua città d'adozione, ha incarnato un'idea alta e rigorosa del diritto come forma di civiltà.

Nato a Taranto il 12 gennaio 1931, Casavola apparteneva a quella generazione cresciuta tra le macerie della seconda guerra mondiale e persuasa che lo studio fosse un dovere civile. Allievo all'Università di Napoli di Mario Lauria, Francesco De Martino e Antonio Guarino, ottenne la libera docenza in diritto romano nel 1958.

Nel 1960 arrivò la prima chiamata accademica, come professore di Istituzioni di diritto romano all'Università di Bari. Intellettuale cattolico, formatosi nella Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), Casavola fu in seguito protagonista del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic), di cui fu presidente nazionale tra il 1981 e il 1983. Il passaggio decisivo nella sua carriera universitaria avvenne nel 1967 con l'approdo alla Federico II.

Nel 1977 scelse di dedicarsi alla Storia del diritto romano, disciplina che gli consentì di sviluppare pienamente la propria idea di ricerca: ricostruire la vita di un istituto nel suo tempo e seguirne la proiezione nella tradizione giuridica europea. Dal 1983 al 1986 fu preside della Facoltà di Giurisprudenza.

Convinto che la civiltà giuridica europea si fondi sulla persistenza del diritto romano come patrimonio di principi logici e valori etici, Casavola difese sempre il ruolo insostituibile della storia nella formazione del giurista. L 'ingresso sulla scena istituzionale avvenne il 6 febbraio 1986, quando il Parlamento lo elesse giudice della Corte costituzionale.

L'11 novembre 1992 fu chiamato alla presidenza della Consulta, incarico esercitato fino al 25 febbraio 1995. Tra il 1993 e il 1994 fece parte della Commissione di arbitrato per l'ex Jugoslavia, nel pieno della crisi balcanica; dal 1996 al 1998 fu Garante per l'editoria e la radiodiffusione.

Dal marzo 1998 al febbraio 2009 guidò l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Dal 2006 al 2015 fu inoltre presidente del Comitato nazionale per la bioetica.

In una nota il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, esprime «profondo cordoglio» per la sua scomparsa.

«Francesco Paolo Casavola è stato un giurista illustre e illuminato - scrive su X il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi -. Abbiamo condiviso un lungo percorso nella comunità accademica federiciana. Napoli ha formato intere generazioni di studiosi del diritto, il suo contributo intellettuale non va disperso».

Cordoglio a nome del consigio regionale è espresso dal presidente Massimiliano Manfredi: «Ci lascia uno dei più alti studiosi e interpreti del diritto che Napoli abbia conosciuto. Al di là dei suoi incarichi professionali, è stato un fondamentale punto di riferimento nel mondo universitario e per tanti giovani giuristi».

«Ho avuto il privilegio di avere come preside della facoltà di Giurisprudenza e di seguire i corsi di Francesco Paolo Casavola - dichiara il capogruppo di Fdi in consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano -.Un grande giurista, nel solco della grande tradizione di studi giuridici dell'Università di Napoli, ma anche un docente disponibile con studenti dal nobile tratto umano. Casavola è stato un punto di riferimento per generazioni di studiosi capace di aprire gli schemi del diritto alla contemporaneità e renderli vivi. Esprimo cordoglio per la perdita di questa grande personalità».

«Illustre giurista, ha formato intere generazioni di studiosi del diritto» ricorda Lucia Valenzi, presidente della Fondazione Valenzi di cui Casavola faceva parte del Comitato d’onore. Cordoglio anche dall’Ordine Giornalisti della Campania, ricordando come il professore fosse stato «più volte ai corsi di formazione ai corsi dei Giornalisti Campani».

I funerali si terranno oggi 5 gennaio, alle 10.30, nella Chiesa della Santissima Trinità - Arciconfraternita dei Pellegrini.

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