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08 Gennaio 2026 - 08:49
NAPOLI. La mappa della notte a Napoli cambia volto proprio in queste ore: con lo scoccare della mezzanotte del 6 gennaio, è ufficialmente decaduta l’ordinanza anti-movida che per due mesi ha regolato la vita notturna nel cuore del centro storico. La Befana dunque non ha solo portato carbone ma anche caramelle a quanti, secondo i residenti, stavano rendendo la vita impossibile agli abitanti del centro storico. Il provvedimento, che interessava l'area compresa tra vico Quercia e via Cisterna dell’Olio, non è stato prorogato dal Comune, segnando il ritorno a orari più flessibili per i celebri "baretti" della zona.
Che significa? Che d’ora in avanti, i locali situati nel perimetro tra via Domenico Capitelli e le traverse di via Cisterna dell’Olio potranno riprendere la vendita d'asporto oltre le ore 22 e soprattutto potranno posticipare la chiusura ben oltre il limite dell'1,30 precedentemente imposto per il weekend. Trattandosi di un'ordinanza "contingibile e urgente", Palazzo San Giacomo infatti non avrebbe potuto rinnovarla all'infinito, ma la scadenza ha riacceso immediatamente il dibattito tra residenti e commercianti. O meglio ha riacceso le polemiche.
Il Comune, tuttavia, non intende lasciare la gestione del divertimento notturno al caso. Come confermato da Luigi Carbone, presidente della Commissione Commercio, «si sta lavorando a una delibera organica e strutturale che punti a regolamentare la movida in modo permanente e omogeneo, evitando di intervenire strada per strada. L'obiettivo è creare un equilibrio definitivo tra le esigenze delle attività produttive e il diritto al riposo, coinvolgendo nel processo sia le associazioni di categoria che i comitati dei cittadini». Il problema di quella delibera infatti era che a distanza di poche decine di metri in una strada bisognava assoggettarsi all’ordinanza e in un’altra si era liberi di fare musica e bere. Proprio dai comitati di vivibilità, però, arrivano i segnali di maggiore preoccupazione.
Gennaro Esposito, storico presidente del Comitato Vivibilità Cittadina, ha espresso rammarico per la mancanza di provvedimenti "ponte", temendo che i vicoli tornino preda di schiamazzi incontrollati e i residenti di nottatacce. La minaccia è chiara: se la situazione dovesse degenerare, i residenti sono pronti a tornare al Tar per chiedere la nomina di un commissario ad acta che obblighi l'amministrazione a far rispettare le sentenze sulla quiete pubblica. Resta invece ancora alta l'attenzione su piazza Bellini, altro luogo cult della movida napoletana, dove pende un ricorso che potrebbe spingere il sindaco Gaetano Manfredi a firmare nuovi provvedimenti d'urgenza qualora le criticità dovessero persistere. Insomma la situazione non è per niente chiara e soprattutto omogenea cos’ si aspettano le prossime mosse di commissione e amministrazione.
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