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Agguato al fratello del mister, i due pistoleri presi a Pescara

Stanati Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi, si nascondevano in casa di parenti

Agguato al fratello del mister, i due pistoleri presi a Pescara

NAPOLI. Agguato nella movida dei Quartieri Spagnoli, fuga finita per i due presunti pistoleri. Sono stati rintracciati dalla Squadra mobile di Napoli e da quella di Pescara a Montesilvano, i due presunti aggressori del fratello e del padre dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane. Gianluca Pisacane, 28 anni, era stato ferito a colpi di pistola alla gamba nelle prime ore dello scorso 3 gennaio, dopo la chiusura dal suo locale ai Quartieri Spagnoli. A finire in manette, raggiunti da un decreto di fermo, sono stati Vincenzo Bevivino, 24enne nipote del ras del Vomero Giovanni Alfano, e Vincenzo Rossi, 29enne dell’Arenella vicino al clan Masiello. Il primo è difeso dall’avvocato Luigi Senese, il secondo dall’avvocato Leopoldo Perone.

I due indagati sarebbero entrati in azione dopo una lite scoppiata tra una dipendente di Gianluca Pisacane e una ragazza. Il fratello di mister Pisacane sarebbe intervenuto per difendere la sua dipendente, allontanando la ragazza e le sue amiche che poi potrebbero avere chiesto l’intervento dei due fermati per vendicare l’affronto subito. I due, uno dei quali armato, si sono presentati da a Gianluca Pisacane e a suo padre dopo la chiusura del locale: ne è nata una discussione culminata con gli spari. Due colpi di pistola hanno centrato il titolare del bar alle gambe.

Tutto è stato documento dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno consentito agli investigatori della Squadra mobile e del commissariato Montecalvario di identificare gli aggressori, successivamente rintracciati in provincia di Pescara, a casa di parenti, dove si erano recati per sfuggire alle forze dell'ordine. A entrambi è stato notificato un provvedimento di fermo di polizia giudiziaria per il reato di tentato omicidio. Ora sono in attesa dell’udienza di convalida che sarà celebrata questa mattina davanti al gip di Pescara il quale, dopo avere adottato la sua decisione, trasferirà gli atti a Napoli.

Tra i due fermati il più noto è Vincenzo Rossi, protagonista nel 2019 di un clamoroso episodio di cronaca nera. Mai era successo che si sparasse all’interno di un ospedale, per di più contro un giovane già ferito. A due settimane dalla sparatoria di piazza Nazionale che aveva coinvolto la piccola Noemi, la città aveva fatto i conti con un altro episodio di violenza inaudita orchestrata dai componenti di una banda giovanile, pericolosa perché imprevedibile: una ventina, a quanto pare.

Per uccidere Vincenzo Rossi, all’epoca 22enne e già indagato per un tentato omicidio, un sicario era entrato in moto a tutto gas nel cortile dei Pellegrini. E ha sparato senza colpire nuovamente il bersaglio, centrato in strada poco prima a entrambe le gambe, ma ferendo di striscio i due amici 16enni della vittima che l’avevano accompagnato alla struttura sanitaria della Pignasecca e poi sono scappati per non farsi identificare compiutamente. Qualche tempo dopo sia Rossi che Bevivino i due sono cugini furono fermati per armi, dopo un inseguimento, nella zona di Marano di Napoli.

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