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L'iniziativa

«Più fondi per l’ospedale Cardarelli»

Presentati il restauro del padiglione storico e il nuovo desk. Busto di Lello Esposito per il medico che dà il nome al nosocomio

«Più fondi per l’ospedale Cardarelli»

Gaetano Manfredi, Lello Esposito, Roberto Fico e Antonio D’Amore

NAPOLI. «Cosa serve al Cardarelli? Beh, quello che occorre a tutta la sanità italiana, ovvero un aumento dei fondi». A dirlo il direttore generale dell’ospedale collinare Antonio D’Amore, a margine della presentazione del restauro conservativo del padiglione monumentale e l’inaugurazione del nuovo spazio di accoglienza: il tutto per un investimento di tre milioni di euro.

«Abbiamo avuto la fortuna di poter acquisire tecnologia attraverso il Pnrr, ma una volta che questa disponibilità di fondi non ci sarà più comunque dovremo andare avanti per offrire un servizio adeguato agli utenti. L’augurio è che a livello nazionale ci sia sempre maggiore impegno e finanziamento per la sanità» dice il manager che poi parla anche della questione degli organici:

«L’auspicio è che vengano tolti i vincoli ad assumere. Ma se non arrivano i finanziamenti non possono arrivare le assunzioni. Io posso solo ringraziare il nostro personale perché fa grandi sacrifici». Il tutto in una mattina che si apre con lo disvelamento, all’ingresso del padiglione monumentale del busto di Antonio Cardarelli, realizzato dal maestro Lello Esposito.

«Non era una cosa semplice, ho voluto dare una visione nuova, contemporanea, moderna proiettata anche al futuro ma con lo sguardo antico di Antonio Cardarelli che diventa così attuale e contemporaneo e osserva quello che sta accadendo in questo ospedale meraviglioso» dice l’artista.

Il nuovo spazio di accoglienza al piano terra, dotato di desk per l’informazione, l’orientamento e la presa in carico degli utenti, presenta anche un progetto di comunicazione visiva con pannelli innovativi con i nomi dei responsabili delle Unità operative e altri pannelli sui quali sono riportati i nomi illustri del Cardarelli come Giulio Palermo, Saverio Pescatore e Francesco Castellano.

Poi nel Salone Moriello, anch’esso oggetto di restauro, l’incontro al quale prendono parte il governatore Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Michele di Bari (che nel pomeriggio di ieri ha presieduto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con i rappresentanti delle forze dell’ordine e i vertici delle Asl e delle aziende ospedaliere sulla questione delle aggressioni al personale sanitario, ribadendo i risultati positivi ottenuti grazie all’istituzione dei drappelli di polizia, presenti presso sei ospedali ndr), l’attrice Marina Confalone e i rappresentanti dia autorità civili, militari e religiose della città di Napoli e della Campania, mondo della sanità, dell’accademia, dell’editoria, delle professioni, dell’imprenditoria e le associazioni dei pazienti.

Presentato anche il nuovo video istituzionale dell’ospedale Cardarelli realizzato con lo scrittore Maurizio De Giovanni e proiettata una testimonianza della giornalista Myrta Merlino su suo nonno Giulio Palermo, insigne pneumologo a cui è intitolato l’omonimo padiglione.

«Dopo 92 anni abbiamo ristrutturato il padiglione monumentale del Cardarelli recuperando un fondo del 2006 - spiega D’Amore - . C’è stato un grande lavoro anche di collaborazione con la Sovrintendenza e la Regione Campania grazie al quale oggi l’ospedale si presenta in un’altra maniera, con un’accoglienza davvero da fare invidia a tanti ospedali italiani, e il ricordo dei grandi maestri del Cardarelli che hanno segnato la strada dove i giovani, i primari attuali, ma tutti gli studenti di medicina debbono rivolgersi. Restituiamo alla città anche un'aula Moriello completamente ristrutturata e all’avanguardia a livello tecnologico. Siamo davvero contenti del lavoro fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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