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Sanità
09 Gennaio 2026 - 08:47
NAPOLI. «La situazione dell'influenza la teniamo sotto controllo anche se è una situazione di iper afflusso. Il picco ha colpito in maniera abbastanza importante con molte polmoniti e se noi accogliamo tutte le persone che arrivano qui non bastano due Cardarelli. Quindi chiediamo anche al territorio, alle persone stesse, di sentire prima i loro medici di medicina generale e poi rivolgersi alle strutture ospedaliere». Lo ha detto il direttore generale del Cardarelli, Antonio D'Amore, parlando a margine della presentazione del restauro conservativo del padiglione monumentale dell'ospedale e la contestuale inaugurazione del nuovo spazio di accoglienza, e in buona sostanza ripetendo quello che i medici di famiglia avevano chiesto appena 24 ore prima.
Ma i pronto soccorso di tutti gli ospedali cittadini, compreso quello pediatrico del Santobono, in questi giorni sono letteralmente presi d’assalto da ammalati impauriti per i sintomi dell’influenza K e di coloro che già mostrano i primi segnali di polmonite, che è una delle conseguenze di questa “stagionale” che ha messo ko l’Italia.
La buona notizia, se così si può definire è che dovremmo essere al picco già previsto per la prima e la seconda metà di gennaio. Da questo momento in poi la situazione dovrebbe lentamente rientrare e allentare la morsa soprattutto dell’emergenza ospedaliera. L'analisi epidemiologica mostra che l'attuale circolazione virale ha colpito duro, con un'incidenza particolarmente elevata tra i bambini in età scolare.
In questa fase delicata, ancora molto delicata, bisogna fare attenzione e non abbassare la guardia: la trasmissione avviene molto rapidamente nei luoghi di aggregazione, aumentando il rischio di diffusione intrafamiliare.
«Dall'analisi che abbiamo fatto sugli accessi in pronto soccorso nei nostri ospedali per influenza e complicanze nel periodo festivo a livello di numeri e codici di accesso sono pressoché identici rispetto allo scorso anno» afferma Gaetano Gubitosa, direttore dell'Asl Napoli 1 a Radio Napoli Centrale, spiegando che negli ospedali gestiti dall'Asl, Ospedale del Mare, San Paolo e Pellegrini, «quest'anno però abbiamo avuto accessi per crisi respiratorie più evoluti».
Gubitosa spiega che «in questo periodo per ovviare sovraffollamenti di pronto soccorso abbiamo dato disposizione agli ospedali di occupare tutti i posti iberi nei diversi reparti e farli seguire da medici specialisti della branca, così abbiamo gestito meglio il pronto soccorso. Ma lavoriamo in Asl anche sulla medicina generale su cui abbiamo avuto un continuo rapporto con i coordinatori dei medici generali per incentivare loro a vaccinare i cittadini - sottolinea - perché dopo un autunno molto caldo ci sono state meno vaccinazioni che ora però stanno salendo in particolare sugli anziani e sui minori, che hanno raggiunto il 97% vaccinati. Abbiamo anche invitato i medici di base ad assistere di più pazienti a casa, per evitare un sovrafflusso in ospedale».
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