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Vendetta di sangue ai Quartieri: «L’agguato è stato premeditato»

Raid contro il fratello di mister Pisacane, convalidato il fermo dei due aggressori

Vendetta di sangue ai Quartieri: «L’agguato è stato premeditato»

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile; nei riquadri i due arrestati, i cugini Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi

NAPOLI. Regolamento di conti nel sangue ai Quartieri Spagnoli, prima tegola per i due indagati per la gambizzazione di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane.

Il gip di Pescara Giovanni de Rensis ieri pomeriggio ha convalidato il decreto di fermo notificato dalla Squadra mobile di Napoli nei confronti dei due presunti aggressori Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi: il secondo in particolare è accusato di essere il responsabile del ferimento alle gambe con due colpi di pistola.

Entrambi sono però accusati di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione e per loro è stata disposta la misura cautelare del carcere. Il giudice di Pescara, dopo avere dichiarato la propria l’incompetenza territoriale, ha disposto il trasferimento degli atti al tribunale di Napoli.

L’inchiesta ha fornito però anche altri inediti retroscena. Hanno avuto un incidente stradale a causa del ghiaccio, durante la fuga, i due presunti aggressori del fratello e del padre dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane: uno si è fratturato l’anca, l’altro un piede. Entrambi sono dovuti ricorrere alle cure mediche.

I due indagati, a cui la Squadra mobile e la Procura di Napoli contestano il reato di tentato omicidio subito dopo avere ferito Gianluca Pisacane a colpi di pistola si sono dati alla fuga. Secondo quanto si apprende si tratta del fratello e del cugino di una ragazza con la quale c’era stato un alterco nelle prime ore dello scorso 3 gennaio, davanti al locale di cui Gianluca Pisacane è titolare.

Le tre ragazze pare fossero in stato di ebbrezza. Una di loro, conoscente del titolare, ha litigato con una cameriera costringendo Gianluca Pisacane a intervenire. La reazione di quest’ultimo sarebbe stata veemente; la giovane e le amiche sono state costrette ad allontanarsi meditando però vendetta.

Una delle ragazze ha chiesto l’intervento di alcuni suoi parenti, in particolare del fratello e del cugino, che accompagnati da altre tre persone, si sono recati davanti al locale di Pisacane. Dopo una breve schermaglia, il cugino della ragazza ha sparato alle gambe di Gianluca Pisacane ferendolo alle gambe, mentre il fratello della ragazza avrebbe sferrato qualche colpo al padre, anche lui presente lì con il figlio.

La Squadra mobile di Napoli è sulle tracce di altri tre indagati, che hanno preso parte all’aggressione a fuoco. La fuga dei due principali aggressori verso Pescara, nella cui provincia sono stati rintracciati, arrestati e messi in carcere, era scattata la notte stessa del raid.

Ad ogni modo sia Bevivino che Rossi, dopo aver ammesso gli addebiti, restano per il momento in carcere. Dopo la confessione resa durante l’arresto, i due indagati ieri mattina hanno però deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere al giudice. Nei prossimi giorni saranno i loro difensori - gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo per Rossi e l’avvocato Luigi Senese per Bevivino - a capire quali argomentazioni portare davanti ai giudici del Riesame. Entrambe le difese proporranno comunque ricorso.

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