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L’INCHIESTA
09 Gennaio 2026 - 09:04
Nei riquadri gli indagati Francesco Mangiacapra, Anna Canneva, Lucia Esposito, Maria Riccardi e Immacolata D’Alessandro
NAPOLI. Luigi Sades e Francesco Mangiacapra dal Pallonetto Santa Lucia e da Ponticelli gestivano un articolato giro di truffe agli anziani in mezza Italia. Con una caratteristica particolare: evitavano il più possibile di compiere reati a Napoli, città in cui risiedono la maggior parte degli indagati nell’inchiesta: 11, di cui 7 finiti in carcere e 4 con l’obbligo di dimora a Napoli.
Agendo prevalentemente lontano da casa, questo il ragionamento, sarebbero aumentate le possibilità di farla franca non essendo conosciuti.
Nelle indagini è stato coinvolto anche un minorenne, per il quale procede la procura per i minori. Sono nove le truffe ai danni di anziani documentate dalla Squadra mobile di Napoli guidata dal dirigente Giovanni Leuci, che all’alba di ieri al termine di indagini coordinate dalla procura partenopea (settima sezione, procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli) ha arrestato sette persone di età compresa tra i 25 e 58 anni: Luigi Sades, 25enne del Pallonetto Santa Lucia; Francesco Mangiacapra, stessa età, di Ponticelli; Stefania Romano, 25enne anch’ella di Ponticelli; Enrico Forte, 58 anni, di acerra; Anna Canneva, 44enne di Barra; Lucia Esposito, 46enne di Ponticelli; Immacolata D’Alessandro, 32 anni, del rione Sanità.
Il gip del tribunale di Napoli ha invece disposto l’obbligo di dimora a Napoli per Nicola Cristiano, 51 anni, di San Giovanni a Teduccio; Salvatore Lanza, 47enne di Materdei; Mariarca Caprio, 47enne della Sanità; Maria Riccardi, 46 anni, di Ponticelli. Per tutti gli indagati ca sottolineata la presunzione d’innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.
La base operativa, è emerso dalle indagini condotte dai poliziotti della sezione “Reati contro il patrimonio” coordinata dal vice questore Iannotta, era a Napoli e gli anziani truffati, dal dicembre 2024, sono risultati residenti nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce.
L'organizzazione era guidata da Luigi Sades e Francesco Mangiacapra, residenti nel rione Pallonetto di Santa Lucia e nel quartiere Ponticelli. I quali, secondo gli investigatori, agendo in sinergia hanno architettato truffe tra Piemonte, Toscana, Marche e Puglia. Sades avrebbe anche svolto il ruolo di telefonista, seppure ai domiciliari.
L'obiettivo privilegiato erano le donne anziane e sole che, come è venuto fuori dalle intercettazioni, dovevano essere indotte a «piangere» così da convincersi a consegnare il bottino, costituito prevalentemente da soldi e oggetti di valore preferibilmente in oro.
Alla base delle truffe c’era la consueta falsa telefonata di un sedicente carabiniere che raccontava di un incidente stradale provocato da un familiare della vittima in quel momento a telefono, con l'impellente necessità di risarcire il sinistro attraverso contanti o preziosi.
Secondo l’accusa Luigi Sades, il più noto alle forze dell’ordine tra gli 11 indagati nell’inchiesta, si sarebbe occupato di reperire i complici, tra cui figura anche un minorenne per il quale si procede separatamente.
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