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L'inchiesta
09 Gennaio 2026 - 13:26
La Squadra Mobile di Napoli ha eseguito questa mattina cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti sospetti ritenuti responsabili di una rapina aggravata avvenuta nell’abitazione di un noto imprenditore napoletano a Posillipo. L’operazione segue un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato alla luce un colpo violento e ben orchestrato, messo a segno il 5 novembre scorso.
Secondo le ricostruzioni, la banda ha fatto irruzione nell’appartamento dell’imprenditore, armata di pistole, e ha preso in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio. Quest’ultima, in realtà, avrebbe svolto il ruolo di basista, facilitando l’azione dei malviventi. Dopo aver neutralizzato le vittime, legandole con fascette, i rapinatori si sono impossessati di numerosi orologi di valore, per un danno stimato intorno ai 500 mila euro.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile con l’ausilio del Commissariato Posillipo, hanno raccolto elementi di grave rilievo contro cinque individui: due sono stati arrestati in carcere, due sono stati posti ai domiciliari e uno ha ricevuto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra le scoperte più inquietanti, il ruolo di altri tre soggetti coinvolti nel blitz: due come “sentinelle” e uno, dipendente della famiglia dell’imprenditore, come “facilitatrice”. Da quanto emerso, inoltre, i rapinatori avrebbero utilizzato veicoli rubati per allontanarsi dal luogo del colpo.
L’attività investigativa ha anche coinvolto le vittime e alcuni testimoni, oltre a sviluppare un’attività tecnica che ha contribuito a raccogliere gravi indizi di colpevolezza. La complessa operazione ha così portato alla luce un’operazione criminale pianificata e condotta con precisione, che si inserisce in un quadro di crescente preoccupazione per la sicurezza nelle zone più esclusive di Napoli.
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