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sanità
09 Gennaio 2026 - 17:09
"Che vergogna! I cittadini dell'area metropolitana di Napoli che hanno bisogno di interventi immediati al pronto soccorso restano nell'area PS ed OBI in media per 10 giorni, in attesa, spesso vana, di essere trasferiti a reparto. Ben 250 ore di parcheggio, contro le 31 nazionali e le 6 previste dalla normativa in Osservazione Breve ed Intensiva, perché i posti letto non ci sono, e quando esistono non vengono resi funzionanti, e il personale in città e in provincia è pari ad appena un terzo del fabbisogno. Una situazione scabrosa ed indegna che compromette la sicurezza dei lavoratori, le prestazioni da effettuare e che viola il diritto alla privacy per compresenze eccessive e di sesso diverso." Così Luigi D'Emilio, leader della Cisl Funzione Pubblica di Napoli, il più forte e rappresentativo sindacato di settore esistente sul territorio.
"Prendendo a riferimento i pronto soccorso dei due nosocomi più grandi - sottolinea il segretario generale della federazione - registriamo sulle 130 presenze al giorno al Cardarelli e 100 all'Ospedale del Mare a fronte di una capienza sui 40 posti ed una carenza atavica di personale, retaggio di decisioni regionali passate che abbiamo più volte denunciato per gli squilibri prodotti in Campania. Nonostante questa persistente situazione - aggiunge D'Emilio - si tenta di rilanciare un vecchio provvedimento sull'erogazione delle indennità di pronto soccorso, a cui ci opponemmo perché distribuite in modo del tutto ingiusto per l'esigua platea degli aventi diritto.
Ora ci aspettiamo un intervento immediato da parte del presidente Fico - conclude il numero uno della FP - anche per superare la sensazione della mancata soluzione di continuità tra il vecchio regime De Luca e il nuovo governo, che comincia a trapelare in assenza di decisi segnali di rottura". La Cisl annuncia l'invio di una nota ai responsabili della Protezione Dati, Corruzione e Trasparenza delle Asl e delle aziende ospedaliere con pronto soccorso per "violazione della privacy dei pazienti e il diritto alla riservatezza che si verificano lasciando malati anche scoperti nei corridoi compromettendone pudore e dignità". E minaccia di adire le vie legali sulla base dell'art. 32 della Costituzione e della Carta dei Servizi Pubblici Sanitari "in assenza di risposte certe e tempestive a difesa della salute, il più fondamentale diritto della persona umana".
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