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Medicina
13 Gennaio 2026 - 07:56
NAPOLI. La pubblicazione delle graduatorie del cosiddetto "semestre filtro" per l’accesso a Medicina ha scatenato un terremoto accademico che colpisce con estrema durezza Napoli e l’intera Campania, centri nevralgici della formazione medica nel Mezzogiorno. L’Unione degli Universitari (Udu) ha bocciato senza appello il nuovo sistema, definendo le graduatorie «una farsa» e annunciando una battaglia legale senza precedenti che coinvolgerà migliaia di aspiranti medici campani.
A fronte di poco più di 17mila posti disponibili a livello nazionale, oltre 30mila candidati sono rimasti fuori dai corsi, con ripercussioni pesantissime negli atenei della Campania, come l'Università degli Studi di Napoli Federico II e la Vanvitelli.
Il sistema del semestre filtro è accusato di aver creato un caos burocratico che costringe gli studenti in posizione utile, ma «in attesa», a valutare trasferimenti immediati e improvvisi in altre città, con costi economici insostenibili per le famiglie napoletane.
«Le preoccupazioni che avevamo espresso si sono concretizzate nello scenario peggiore: esclusioni ingiustificate e trasferimenti obbligati a metà anno accademico», denunciano i rappresentanti dell’Udu. In Campania, dove la richiesta di accesso alla professione medica è storicamente altissima, la riforma viene vissuta come una barriera iniqua che non tiene conto dei percorsi didattici già avviati e del benessere psicologico degli studenti.
Di fronte a quella che viene definita «un’ingiustizia palese», l’Udu ha avviato un ricorso collettivo insieme all'avvocato Michele Bonetti. L'obiettivo è tutelare tutti i danneggiati dal meccanismo del semestre filtro, inclusi i tantissimi giovani di Napoli e provincia che si sono visti negare il diritto allo studio.
L’associazione degli studenti ha fatto sapere di aver già ricevuto oltre 7mila richieste di informazioni e sta mobilitando le proprie sedi locali in tutta la Campania per raccogliere le adesioni. La scadenza per partecipare all'azione legale è fissata per il 15 gennaio, una corsa contro il tempo per migliaia di studenti che vedono il proprio futuro professionale appeso a un filo giudiziario. La mobilitazione non è solo legale, ma anche politica.
L’Unione chiede un passo indietro immediato alla ministra Bernini, invocando l’apertura dei corsi per tutti gli studenti coinvolti e l’abbandono totale della riforma.
«Chiediamo un tavolo di confronto urgente per creare un sistema di accesso equo che tuteli la salute mentale e il futuro di migliaia di giovani che vogliono studiare a Napoli e servire il nostro sistema sanitario regionale», conclude l'Udu.
La pressione sugli atenei della Campania e sul Governo è destinata a crescere nelle prossime settimane, con proteste annunciate dentro e fuori le università finché non verrà ripristinata la giustizia per gli esclusi attraverso le quali si ufficializzerà la protesta e la contestazione delle graduatorie del semestre avviando un ricorso collettivo per tutelare i 30mila esclusi.
«Sono state appena pubblicate le graduatorie del semestre filtro di medicina, confermando in pieno tutte le nostre preoccupazioni: esclusioni ingiustificate, diritto allo studio negato e trasferimenti obbligati a metà anno » hanno dichiarato i rappresentanti dell’Udu in un comunicato stampa.
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