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Ambiente
13 Gennaio 2026 - 08:15
NAPOLI. L’attività dell’Osservatorio regionale sul termovalorizzatore di Acerra, che ha visto la partecipazione della Regione Campania, dell’Arapc, dei Comuni di Acerra e San Felice a Cancello, dell’Asl e delle associazioni Verdi Ambiente e Società, L’Altritalia Ambiente e Legambiente Campania, «messo in luce criticità già note e purtroppo confermate. I dati raccolti - commenta Legambiente Campania - non risultano rassicuranti e impongono scelte politiche tempestive e coraggiose, soprattutto in relazione al ruolo dell’incenerimento nella gestione dei rifiuti».
La Campania, si legge in una nota, «è ancora lontana dall’obiettivo minimo del 65% e molti grandi comuni, a partire da Napoli e proseguendo con realtà come Torre del Greco, Afragola, Marano, Ercolano, Castellammare di Stabia, Casoria, San Giorgio a Cremano, Casalnuovo, Nocera Inferiore, Aversa, Torre Annunziata, Portici, Caserta, Quarto, Giugliano e Scafati, restano sotto la soglia prevista. Sono in totale 210 i comuni che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata nel 2024, con 33 sotto il 45%, secondo i dati dell’Osservatorio regionale dei rifiuti. Vicini all’obiettivo ma on ancora “ricicloni” sono 179 i comuni che hanno una percentuale che va dal 55 al 64,9 per cento».
«Siamo soddisfatti che le nostre proposte siano state accolte nella relazione. Ora auspichiamo che questo documento diventi un punto di riferimento per l’azione politica regionale - dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania -. Facciamo un appello al presidente della Regione Roberto Fico e all’assessora all’ambiente Claudia Pecoraro: serve un Piano regionale dedicato ai Comuni non ancora “ricicloni” . C’è bisogno di una regia forte e una task force operativa capace di accompagnare e supportare queste amministrazioni locali per migliorare i servizi e sostenere i cittadini nella raccolta». La relazione affronta inoltre un nodo cruciale legato alle emissioni.
«La normativa vigente esprime i limiti emissivi degli inceneritori in termini relativi, senza considerare la portata complessiva dei gas emessi - conclude la nota -. Questo approccio non tiene conto delle specificità ambientali e geomorfologiche del territorio acerrano, dove la capacità di dispersione degli inquinanti non è garantita. Da qui nasce la necessità di ridurre i rifiuti inceneriti, migliorare i monitoraggi, aggiornare gli studi sulla dispersione degli inquinanti, rendere pubblici e facilmente accessibili i dati ambientali e potenziare gli screening sanitari, affinché la tutela della salute diventi un obiettivo prioritario e condiviso».
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