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Il retroscena

«Trova cose fattibili, quando quelli lì mancano»

Le intercettazioni svelano il piano (fallito) per assaltare una residenza di lusso a Fregene. Ricostruiti oltre 100 colpi

«Trova cose fattibili, quando quelli lì mancano»

NAPOLI. I componenti del gruppo capeggiato da Alfredo Massimo, conosciuto come “’o gemello”, avevano messo nel mirino le lussuose ville a Fregene dei vip: calciatori, attori, personaggi della moda ed esponenti del mondo istituzionale. In particolare da alcune intercettazioni sarebbe emerso in particolare l’interesse per colpi da mettere a segno nelle dimore della Famiglia fendi e dell’attuale governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta.

Ma i sistemi di sicurezza all’avanguardia a difesa delle residenza avevano scoraggiato i ladri, che rinunciarono persino a provarci. Il 9 gennaio 2024 i militari dell’Arma ricostruirono uno spostamento sospetto del capobanda con due fidati collaboratori: a Roma si incontrarono con un intermediario, un pregiudicato capitolino specializzato in furti in abitazione. I tre “sospetti” erano monitorati con un gps e intercettati in ambientale.

Così, gli investigatori rilevarono una serie di movimenti e soste in alcune strade residenziali di Fregene. Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri: “dai successivi accertamenti è emerso che in quelle strade insistono imponenti appartamenti e ville lussuose riconducibili a famiglie facoltose del cinema e dell’alta moda italiana, nonché di personaggi con funzioni istituzionali, tra cui l’attuale governatore della Banca d’Italia e i componenti della famiglia Fendi”.

Ma il proposito del gruppo di Alfredo Massimo, conosciuto nell’ambiente come “un uomo con un’esperienza criminale ultraventennale”, svanì rapidamente. Uno dei tre indagato, ignaro di essere ascoltato, si fece scappare:” non sono cose fattibili, hai capito Silvio? Devi trovare cose fattibili… per esempio, tu sai che quella giornata lì quelli mancano… tu fai dei lavori… una messa a punto… prendi le misure delle mattonelle… hai capito?”.

Dalle indagini dei carabinieri sono emersi ulteriori retroscena, come l’uso di zaini da rider per non destare sospetti. Un trucco al quale avrebbe fatto ricorso soprattutto la gang con base tra il rione Traiano e Pianura composta da Giuseppe e Gennaro Grammatico, Pasquale Pisa, Pasquale Maglione, Emanuele Gaetano, Antonio Leporanico e Giuseppe Agerola.

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