NAPOLI. Si è tenuta questa mattina la cerimonia di scoprimento della targa commemorativa dedicata al Teatro San Carlino, storica istituzione della cultura partenopea attiva tra il 1770 e il 1884. La targa è stata installata direttamente nella pavimentazione del marciapiede in Piazza Municipio, in corrispondenza del civico n. 41 e della segreteria dell’Università “Parthenope”.
Il ritorno della "Casa di Pulcinella"
L’iniziativa è nata dalla proposta dei componenti del gruppo storico degli attori legati alla storia del Teatro San Carlino — Carmine Coppola, Barbara De Luca e Marco Spinosa — ed è stata accolta all'unanimità dalla Commissione Consultiva per la Toponomastica Cittadina. Grazie a ricerche su planimetrie storiche, è stato possibile individuare il punto esatto dove sorgeva quello che fu il cuore della commedia dell'arte e della satira cittadina.
Un sito di valore inestimabile
Fondato nel 1740 da Gennaro Brancaccio e successivamente ricostruito nel 1770 dai coniugi Tomeo, il San Carlino è stato celebrato da autori come Salvatore Di Giacomo per il suo ruolo centrale nel definire l'identità popolare di Napoli. Il teatro venne abbattuto nel 1884 durante i massicci lavori di risanamento urbanistico del centro cittadino.
L'iter istituzionale
Lo scoprimento odierno rappresenta l'atto finale di un percorso amministrativo che ha coinvolto la Municipalità 2 e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Trattandosi di un'area sottoposta a vincolo monumentale, l'installazione ha ricevuto i necessari nulla osta tecnici e della Prefettura di Napoli per garantire la tutela del patrimonio esistente.
Con questa targa, Napoli restituisce visibilità a un luogo simbolico che, sebbene fisicamente scomparso nel XIX secolo, continua a rappresentare la radice profonda del teatro napoletano nel mondo.
«La pietra che oggi mettiamo è un modo per tenere viva la memoria – ha affermato la vicesindaca Laura Lieto - e ricordare ai passanti, e a quanti si fermeranno ad osservarla, che in quel luogo un tempo sorgeva uno dei teatri più importanti di Napoli. Siamo grati di questo piccolo gesto che riveste un grande significato, perché quando qualcosa richiama l’attenzione alla memoria dobbiamo esserne soddisfatti come comunità, come città e come persone».
Tra i presenti Nino Daniele, l'artista Lello Esposito, i professori Lazzarich e D’Agostino.