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Sanità

Livelli di assistenza, Campania 13esima

Il punteggio è di 206 a fronte di una media nazionale di 226 e distanza da Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna

Livelli di assistenza, Campania 13esima

NAPOLI. La Campania è 13esima su 21 regioni e province autonome nella graduatoria del punteggio totale relativo agli adempimenti del Livelli essenziali di assistenza. I dati si riferiscono al 2023 e sono stati fornito dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, durante l’audizione presso la commissione Affari costituzionali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni.

La Campania, che pure risulta adempiente secondo il novo sistema di garanzia, presenta un punteggio totale degli adempimenti ai Livelli essenziali di assistenza pari a 206, a fronte di una media nazionale di 226, ed è distante da Veneto (288) Toscana (286) ed Emilia Romagna (278) ma è avanti tra le altre alla Provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192).

La Campania registrato 62 punti per l'’area della prevenzione, collocandosi al sedicesimo posto, con 36 punti in meno rispetto alle prime, la provincia autonoma di Trento e al Veneto; 72 per l’area distrettuale che la attestano al 13esimo posto, 24 in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione, e 72 per l’area ospedaliera, dove è 15esima con 25 punti in meno della prima, la Provincia autonoma di Trento.

Il tutto mentre Cartabellotta sottolinea che «i, Livelli essenziali delle prestazioni, non coincidono con quelli di assistenza , né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’auto nomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria».

E ancora. «In sanità qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei Lea. Il monitoraggio ufficiale del ministero della Salute fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera.

Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta».

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