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L'indagine

Sparatoria nella movida di Chiaia, stese e agguati per comandare

In manette l’ultimo babypistolero, il blitz al rientro dalla vacanza in Spagna

Sparatoria nella movida di Chiaia, stese e agguati per comandare

Nei riquadri due dei sette arrestati: il rampollo Vincenzo Giovanni Percich Lucci e Mario Puggillo

NAPOLI. Era in vacanza in Spagna quando è stato emesso nei suoi confronti un decreto di fermo per la sparatoria di piazza Carolina del 12 dicembre. Così, suo malgrado il 16enne arrestato l’altro ieri sera all’aeroporto di Capodichino era diventato tecnicamente “irreperibile”.

Fino alle 22 e 30 di martedì, ora in cui i poliziotti della Squadra mobile della questura lo hanno bloccato notificandogli il provvedimento restrittivo a suo carico e accompagnandolo al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

È accusato di tentato omicidio in concorso per aver sparato ai giovani dei Quartieri Spagnoli in risposta all’aggressione armata subita da questi ultimi: Giovanni Vincenzo Percich Lucci, Carlo Forte e due 15enni che hanno confessato durante l’udienza di convalida.

Ferma restando la presunzione d’innocenza di tutti gli indagati fino all’eventuale condanna definitiva, è chiaro il quadro investigativo che emerge dalle indagini della polizia (Squadra mobile della questura di Napoli, sezione “Omicidi”) coordinate da Dda e procura minorenni.

I sette indagati, di cui 4 minorenni e 3 maggiorenni, appartengono a due gruppi di malavita contrapposti da circa un anno per la droga e inimicizie che si sono incrostate: uno con base ai Quartieri Spagnoli e l’altro al Pallonetto-Santa Lucia.

Sul primo fronte ci sarebbero Percich junior (figlio del ras Salvatore), Carlo Forte e i due 15enni; dell’altro gruppo farebbero parte Mario Puggillo, il 16enne arrestato l’altra sera e un 17enne. Tutti sono stati rintracciati e trasferiti al carcere di Secondigliano (essendo contestata l’aggravante mafiosa) o al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Per cinque di essi c’è già stata l’udienza di convalida: il gip ha convalidato il fermo, emettendo contestualmente un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Deve ancora svolgersi per il 19enne Giovanni Vincenzo Percich Lucci detto “Jhonny” e per il minorenne preso per ultimo.

Gli investigatori della Mobile (guidati dal dirigente Giovanni Leuci), con la collaborazione dei commissariati San Ferdinando e Montecalvario, hanno ricostruito la notte di fuoco del 12 dicembre, culminata negli spari contro i tre di Santa Lucia, fermi vicini a un gazebo in piazza Carolina intorno all’una, e nella risposta di questi ultimi con la “stesa” nei pressi del palazzo in cui abita “Jhonny” Percich, in vico Caricatoio, intorno alle 3.

Con l’aiuto delle immagini della videosorveglianza i poliziotti e i magistrati hanno identificati i partecipanti alle due sparatorie, irrobustendo il quadro accusatorio con intercettazioni. In una si sente la madre di Percich La fuga del 16enne del Pallonetto di Santa Lucia finisce all’aeroporto di Capodichino confidare a un’interlocutrice che doveva “togliere da mezzo” il figlio.

Mentre in un’altra emerge l’intenzione, rimasta solo tale, del gruppo dei Quartieri di uccidere il figlio dell’attuale reggente del clan Calone di Posillipo. «Dobbiamo dargli una lezione davanti a tutti, ai Baretti di Chiaia». Il giorno fissato era venerdì 9 gennaio, durante la movida. Ma il piano saltò e poche ore dopo scattarono i fermi.

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