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Il giallo
16 Gennaio 2026 - 08:40
Le indagini sul caso sono condotte dai poliziotti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile; nel riquadro il ferito, Umberto Cella
NAPOLI. Ferito alla testa, fortunatamente di striscio e senza ledere organi vitali, da un proiettile forse non destinato a lui. Considerando il rischio che ha corso se l’è cavata bene Umberto Cella, 29enne del quartiere Mercato con una sola denuncia a carico per furto e nessuna condanna, ora ricoverato in ospedale in prognosi riservata.
Mentre era con un amico in macchina ieri notte in via Vespucci, direzione via Marina, da uno scooter che si è affiancato il passeggero ha sparato due volte verso l’interno dell’abitacolo. Un colpo è andato a vuoto, l’altro ha centrato il giovane. Al momento gli investigatori, che escludono una rapina fallita, vagliano soprattutto l’ipotesi un agguato maturato per contrasti pregressi nell’ambito dei gruppi giovanili del centro di Napoli.
L’ipotesi di un regolamento di conti per una vicenda di droga finora non ha trovato riscontri. Erano le due quand’è scattato l’allarme in via Amerigo Vespucci. Qualcuno probabilmente ha assistito alla sparatoria e ha chiamato il 113 oppure semplicemente ha notato che c’era qualcosa di strano in quella macchina che improvvisamente si era fermato.
In ogni caso ai poliziotti del centro operativo della questura la conferma del ferimento è arrivata a stretto giro dai medici del pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, dove l’amico rimasto illeso ha trasportato Umberto Cella a tutta velocità. Data l’ora e la giornata feriale non c’era traffico e in pochi minuti il ferito era già su una barella.
La rapidità dei soccorsi è stata molto importante perché i sanitari dell’ospedale Pellegrini hanno potuto intervenire con urgenza, sottoponendo il ferito a un intervento chirurgico. Il proiettile fortunatamente non ha centrato organi vitali e il 29enne si riprenderà completamente.
Appena le sue condizioni lo permetteranno, sarà nuovamente ascoltato dagli investigatori. Mentre invece è stato sentito a lungo già in nottata l’amico della vittima, che ha riferito con precisione la dinamica dell’azione di fuoco. Le indagini sono condotte dai poliziotti della sezione “Criminalità organizzata” della Squadra mobile della questura. Ma il contesto camorristico al momento non è certo.
Lui e Umberto Cella, ha detto il testimone, si trovavano a bordo di una Volkswagen “T-Roc”, quando si è affiancato alla loro vettura uno scooter con due giovani in sella con il volto coperto da caschi. Nemmeno il tempo di dare un’occhiata verso il “due ruote” che il passeggero ha estratto una pistola e ha sparato all’interno della macchina. L’azione è stata fulminea, ma almeno inizialmente l’impressione è che si stesse trattando di una rapina.
Con il passare delle ore però, tranne colpi di scena, gli investigatori hanno escluso l’ipotesi di un colpo tentato e finito nel sangue e stanno cercando di ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto. Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare da qui ai prossimi giorni dall’attenta analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del raid.
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