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scuola e giovani
17 Gennaio 2026 - 08:44
NAPOLI. A un anno dall'avvio del piano straordinario di sicurezza nelle scuole di Napoli e provincia, il Prefetto Michele di Bari ha tracciato un bilancio positivo dell'iniziativa che prevede controlli mirati agli zaini anche mediante l'utilizzo di metal detector. L'operazione, nata per contrastare la preoccupante diffusione di armi bianche tra i giovanissimi, ha già portato a diversi sequestri in aree sensibili come Caivano e Ponticelli, confermando che il fenomeno non riguarda più soltanto le periferie ma attraversa trasversalmente l'intera area metropolitana napoletana, colpendo ogni classe sociale senza distinzioni.
Il Prefetto ha espresso soddisfazione per l'operato coordinato di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, sottolineando come gli studenti napoletani si siano ormai abituati alla presenza delle pattuglie agli ingressi degli istituti, superando le iniziali insofferenze e comprendendo il valore della sicurezza collettiva. Un dato particolarmente significativo riguarda il forte consenso delle famiglie, che hanno accolto con favore i controlli considerandoli una misura necessaria e rassicurante per la tutela dell'incolumità dei propri figli durante l'orario scolastico.
Nonostante l'efficacia della deterrenza, il Prefetto ha ribadito che la repressione deve essere sempre affiancata da una prevenzione culturale profonda, invitando a un dialogo costante con i giovani per far capire loro come un coltello in tasca possa distruggere il futuro di chiunque in un solo istante di follia. Sulla stessa linea si è espressa Valeria Pirone, dirigente scolastica dell'istituto "Marie Curie" di Ponticelli, che per prima a Napoli invocò l'uso dei metal detector. La preside ha lanciato un grido d'allarme sulla facilità estrema con cui i ragazzi entrano in possesso di armi da taglio, sottolineando come il coltello sia diventato quasi un simbolo di riconoscimento sociale e di potere, pericolosamente alimentato dai modelli proposti sui social media.
Secondo la dirigente, la fase di profondo cambiamento e rabbia che attraversano gli adolescenti napoletani richiede interventi normativi più severi sulla vendita di armi bianche e un monitoraggio molto più attento dei contenuti digitali che circolano tra i giovanissimi. La dirigente ha inoltre evidenziato come la paura del controllo produca un effetto deterrente fondamentale per mantenere l'ordine, ma ha avvertito che la scuola non può agire come un'isola deserta.
Spesso le famiglie del territorio rappresentano l'anello debole della catena educativa, faticando a costruire una sinergia reale con le istituzioni a causa di contesti difficili. Per questo motivo, solo un insieme di azioni coraggiose che unisca sensibilizzazione costante, attività mirate sul territorio campano e controlli tecnici potrà garantire che gli istituti scolastici di Napoli restino luoghi di crescita e non teatri di tragica violenza.
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