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18 Gennaio 2026 - 08:49
NAPOLI. Maglie strette contro la delinquenza spicciola e non solo. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha impresso una svolta decisa nelle strategie di controllo del territorio partenopeo, varando un piano d’urto che mira a rispondere con fermezza alle crescenti istanze di sicurezza provenienti dalla cittadinanza. Sotto la guida del prefetto Michele di Bari, e con il pieno supporto dell'assessore del Comune alla Legalità Antonio De Iesu, sono state ufficializzate cinque nuove "zone rosse" a Napoli, che saranno sottoposte a un regime di sorveglianza speciale per i prossimi tre mesi.
La decisione è maturata al termine di un’attenta analisi tecnica condotta insieme al questore Maurizio Agricola e ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, individuando i quadranti cittadini dove il rischio di proliferazione di fenomeni di illegalità diffusa e microcriminalità appare più critico, sia nelle ore diurne che durante la complessa gestione della movida notturna. Le aree interessate dal provvedimento, che entrerà in vigore con decorrenza immediata, questo per preciso volere del prefetto, coprono punti nevralgici della città: dal lungomare di Mergellina e via Caracciolo, cuore del turismo ma anche di teatro di storie di ordinaria delinquenza, via Caracciolo e Riviera di Chiaia, fino alla storica Porta Capuana con piazza De Nicola, via Pietro Colletta e via Cesare Rosaroll, passando per i centri della vita giovanile di piazza Bellini e piazza Dante, che comprendono via Costantinopoli, via Salvator Rosa, San Pietro a Maiella, fino a lambire la periferia orientale con il quartiere di Barra, corso Sirena e corso Bruno Buozzi.
In queste zone, le autorità avranno il potere di applicare un rigido divieto di stazionamento nei confronti di soggetti che tengano comportamenti aggressivi o molesti, tali da compromettere il diritto dei residenti e dei visitatori alla libera e serena fruibilità degli spazi comuni. Il dispositivo normativo è particolarmente mirato: si concentra su individui già segnalati all'Autorità Giudiziaria per reati specifici che minano l'ordine pubblico, come lo spaccio di stupefacenti, i reati predatori, la detenzione abusiva di armi o oggetti atti a offendere e l'occupazione di suolo pubblico. Con questo atto, la Prefettura e il Comune di Napoli intendono lanciare un segnale inequivocabile di riappropriazione degli spazi urbani, garantendo un presidio costante e dinamico delle forze dell'ordine per prevenire sul nascere situazioni di degrado sociale e violenza. L'obiettivo è trasformare queste "zone rosse" in modelli di legalità, dove la presenza dello Stato diventi un deterrente efficace contro chiunque tenti di ostacolare il normale svolgimento della vita civile in una delle metropoli più vitali del Paese. D’altronde i risultati per le precedenti istituzioni sono stati soddisfacenti tanto da richiamare all’attenzione dei diretti interessati nuove forme di perimetrazione.
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