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18 Gennaio 2026 - 08:53
NAPOLI. Assedio ai vicoli stretti tra il Mercato e Porta Nolana dopo il tentato omicidio del 29enne Umberto Cella, colpo grosso della polizia di Stato. A entrare in azione sono stati ancora una volta gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale, esperti conoscitori della zona e autori di un blitzlampo che ha consentito di sequestrare un ingentissimo carico di soldi falsi, sigarette di contrabbando e droga. A finire in manette è stato invece un 63enne al di sopra di ogni sospetto, C.F., un presentatore e produttore musicale piuttosto conosciuto nel mondo dello spettacolo locale.
La retata è scattata nella prima mattinata di venerdì ed è terminata con l’arresto del 63enne napoletano per contrabbando di tabacchi lavorati esteri, per falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete contraffatte o alterate e per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, durante un’operazione mirata e frutto di una pregressa attività di indagine, hanno effettuato un controllo in vico Molino, nell’abitazione del sospettato, dove hanno rinvenuto 1.042 stecche di tabacchi lavorati esteri per un peso complessivo di circa 208 chili, una busta contenente circa 260 grammi di cocaina, 1.300 euro, considerati il frutto dell’attività delittuosa, nonché 417.000 euro, suddivisi in banconote di vario taglio contraffatte. Quei soldi, è la stima ipotizzata dagli inquirenti, una volta piazzati sul mercato nero avrebbero fruttato non meno di 60mila euro.
Per il 63enne incensurato si sono dunque aperte le porte di Poggioreale. La sua detenzione in carcere potrebbe però durare solo pochi giorni. L’uomo ha infatti consegnato ai poliziotti la documentazione sanitaria che attesta le sue gravi condizioni di salute e non è pertanto da escludere che un giudice decida di concedergli a breve una misura restrittiva più soft come i domiciliari. Le indagini non sono comunque ancora del tutto chiuse. La polizia sospetta infatti che il 63enne conduttore stesse custodendo il “carico” per conto di qualcuna delle organizzazioni criminali attive nella zona.
Tra piazza Mercato e Porta Nolana sono infatti ancora attivi almeno tre clan di camorra: gli egemoni Mazzarella, i reduci dei Rinaldi e alcune paranze riconducibili ai Contini e dunque all’Alleanza di Secondigliano. Vanno intanto avanti anche gli accertamenti sull’agguato teso giovedì sera a Umberto Cella, ferito alla testa, fortunatamente di striscio e senza ledere organi vitali, da un proiettile forse non destinato a lui. Considerando il rischio che ha corso se l’è cavata bene il 29enne del quartiere Mercato con una sola denuncia a carico per furto e nessuna condanna, ancora ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Mentre era con un amico in macchina in via Vespucci, direzione via Marina, da uno scooter che si è affiancato il passeggero ha sparato due volte. Un colpo è andato a vuoto, l’altro ha ferito Umberto Cella. Fari puntati soprattutto sul mondo dello spaccio.
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