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18 Gennaio 2026 - 14:04
"Se questa misura scoraggia anche un solo alunno dal portare un coltellino in tasca, vale la pena adottarla. Dopo l'epilogo che c'è stato, è ancora più necessaria. È triste che si debba arrivare a questi provvedimenti con un morto a terra". Così la preside dell'istituto 'Marie Curie' di Ponticelli, a Napoli, Valeria Pirone commenta l'intenzione del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di introdurre la possibilità di utilizzare i metal detector per i controlli davanti alle scuole dopo la morte di uno studente di 18 anni alla Spezia.
La scuola diretta da Pirone è stata la prima, due anni fa, a sperimentare i controlli con i metal detector dopo un confronto con il prefetto di Napoli Michele di Bari. "Due, tre controlli all'anno li ritengo sufficienti" spiega sottolineando che dopo aver "parlato con gli studenti avevamo compreso la portata di un fenomeno dai contorni preoccupanti: l'azione della scuola da sola non bastava, era necessario il supporto delle forze dell'ordine". All'inizio i giovani "erano spaventati - conclude - ora si sono abituati e accolgono i controlli serenamente, si sentono più sicuri". Due, tre verifiche all'anno le ritengo sufficienti".
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