Tutte le novità
malanapoli
20 Gennaio 2026 - 08:52
NAPOLI. Notte thriller tra le strade della periferia est di Napoli. A finire in manette, al termine di uno spericolato tentativo di fuga, è stata una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: il 29enne Salvatore Liberato, una sfilza di precedenti alle spalle e una parentela acquisita a dir poco ingombrante: essere il genero del boss Carmine Reale “’o cinese”. L’allarme è scattato poco dopo le dieci di domenica sera, quando i poliziotti della sezione Volanti del commissariato San Giovanni-Barra hanno notato un’Audi “Q2” in sosta con il motore acceso lungo via Camillo De Meis, angolo via Rossi Doria.
Gli agenti hanno quindi deciso di eseguire un controllo e subito sono iniziati i guai. Liberato, resosi conto dell’imminente arrivo dei poliziotti, ha infatti speronato la pattuglia e si è dato alla fuga nonostante gli fosse stato intimato l’alt. Ne è venuto fuori un pericoloso inseguimento durante il quale il 29enne ha effettuato diverse manovre pericolose per la circolazione stradale fino a quando, imboccando un vicolo cieco in via Paul Cezanne è finito all’interno di un cortile privato. Vistosi ormai braccato, Liberato ha effettuato una retromarcia impattando nuovamente contro la volante del commissariato Ponticelli, giunta nel frattempo in supporto ai colleghi; in quei frangenti, il guidatore, dopo aver tentato di investire uno degli operatori sceso dall’auto di servizio, ha tentato nuovamente la fuga finché non ha sbattuto contro un muretto, distruggendolo.
I poliziotti, lo hanno raggiunto e, con non poche difficoltà e dopo una colluttazione, bloccato. Sottoposto a perquisizione personale e della vettura, risultata intestata a una terza persona, Liberato non è stato trovato in possesso di nulla di illegale. Si è però opposto all’esame del test tossicologico e alcolemico, motivo per il quale gli è stata ritirata la patente. A fronte della gravità dei reati commessi, il 29enne è stato quindi tratto in arresto per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato di beni della pubblica amministrazione; è stato anche denunciato per rifiuto di sottoporsi all’alcoltest.
Dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, ieri mattina il genero del ras Reale è stato processato per direttissima, al termine della quale il gip ha deciso di imporgli il solo obbligo di presentazione alla pg. Non è la prima volta che Salvatore Liberato finisce nei guai con la giustizia. Nel 2016, quando era appena ventenne, fu fermato nel quartiere Poggioreale, in via Strada Vicinale Galeoncello. Era nella stanza “Azalea” dell’hotel Serena.
All’interno non c’era nulla e per questo gli agenti avevano esteso la perquisizione anche fuori. Nella sua potente auto fu rinvenuto nel cofano un fucile a pompa con canne mozzate con cartucce incamerate, pronto a essere utilizzato e matricola abrasa. In seguito arrivarono anche altre accuse, tra cui una per tentato omicidio. Si tratta, insomma, di una testa calda che nonostante il passare degli anni sta continuando a creare problemi nel quartiere. Domenica notte l’ultima “follia”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo