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l'inchiesta

«Piazza Carolina, conosco i nomi»

Faida tra gang dei Quartieri e del Pallonetto, Percich junior sapeva di essere nel mirino

«Piazza Carolina, conosco i nomi»

NAPOLI. «A me un ragazzo ha detto che questi di mezza piazza Carolina... mi ha detto proprio i nomi». Il 18 dicembre scorso la microspia piazzata sei giorni prima nella Fiat “500L” di Giovanni Vincenzo Percich Lucci detto “Jhonny” restituì agli inquirenti un primo risultato: il 19enne accusato di tentato omicidio in concorso con Carlo Forte e due 15enni raccontava alla madre di aver capito chi fossero i pistoleri entrati in azione per vendicarsi quella stessa notte. La donna gli chiese: «E tu che ne pensi?». E lui spiegò: «mi ha detto che vennero quel... quel Mario Puggillo e quello che se la faceva con il chiatto... quello grande di fisico».

Al telefono il 19enne non ha mai chiarito chi gli aveva fatto la confidenza. Quindi il 18 dicembre Percich Lucci aveva capito che gli autori della stesa sotto casa sua in vico Caricatoio, circa un’ora dopo la sparatoria in piazza Carolina, era stati i “ragazzi di piazza Carolina”. Due giorni dopo parlando con un’altra congiunta, quest’ultima gli fece il nome del 16enne arrestato per ultimo tra i 7 destinatari del fermo emesso dalla Dda su indagini della Squadra mobile della questura. Un elemento in più a favore dell’accusa, anche se va sottolineata la presunzione d’innocenza di tutti gli indagati fino all’eventuale condanna definitiva.

I sospetti degli investigatori della sezione “Omicidi” della Squadra mobile della questura (dirigente Giovanni Leuci, commissario Lucia Esposito) e del commissariato Montecalvario si appuntarono subito su Percich Lucci in relazione agli spari in izza Carolina contro il gruppetto di giovani fermi in strada e per la “stesa” successiva contro il portone della palazzina in cui abita, in vico Caricatoio. Così, nel pomeriggio del 12 dicembre nel suo appartamento al primo piano, un’ex casa vacanza, fu eseguita una perquisizione alla ricerca di armi, poi non trovate.

I destinatari del fermo, poi convalidato dal gip del tribunale di Napoli, sono stati: Vincenzo Giovanni Lucci Percic, 19enne figlio del ras Salvatore detto “Sasà”; Carlo Forte, 18enne, Mario Puggillo, 18enne; due 15enni, un 16enne e un 17enne. Quella notte, intorno all’una in piazza Carlina, si sono scontrati Percich, Forte e i due 15ennei, tutti dei Quartieri Spagnoli, con Mario Puggillo, il 16enne e il 17enne, del gruppo del Pallonetto Santa Lucia.

Nella ricostruzione della Dda e della procura per i minorenni “Jhonny” e i suoi amici avrebbero aperto il fuoco in direzione di un gazebo nei cui pressi si trovavano i due minorenni rivali. I primi erano partiti da vico Caricatoio, dove Carlo Forte si era recato a prendere Percich. In sella a uno scooter, seguito da un altro con i ragazzini in sella, sarebbero entrati in territorio nemico con il preciso scopo di mostrare i muscoli. Gli altri però, non stettero a guardare e risposero al fuoco mirando contro i mezzi che nel frattempo avevano fatto dietro front verso i Quartieri Spagnoli. Poi due ore dopo, uno di essi sparò contro il portone del palazzo in cui abita il 19enne Percic, nel frattempo tornato a casa.

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