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la svolta
22 Gennaio 2026 - 08:34
Sono ritenute responsabili dell'omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano lo scorso 17 dicembre, le otto persone a cui i Carabinieri di Castello di Cisterna hanno notificato un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Napoli . Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, l'omicidio è maturato nell'ambito di uno scontro tra clan per il controllo dei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano.
I mandanti del raid costato la vita a Colalongo, finito con un colpi di pistola al viso quando era già a terra, sono già detenuti e l'inchiesta dei militari e della Procura di Napoli ha fatto luce anche sulle dinamiche criminali dell'area nord della provincia di Napoli, evidenziando un sistema di alleanze tra organizzazioni operanti anche ad Afragola, Acerra e in parte della provincia di Avellino.
L'omicidio, è emerso, sarebbe maturato nell'ambito dello scontro tra una conferderazione criminale costituita dai gruppi malavitosi dei Luongo, Aloia e Covone e i rivali della famiglia criminale dei Filippini. I provvedimenti precautelari, infatti, sono stati notificati - a distanza di un mese e cinque giorni dal delitto - tra le province di Napoli e Avellino. Colalongo era in sella al proprio scooter Honda Sh quando venne avvicinato dai killer in moto che gli spararono diversi colpi d'arma da fuoco prima di finirlo con un ultimo colpo di pistola al viso e fuggire.
Fermati Daniele Augusto, Bernardo Cava, Luca e Matteo Covone, Christian Della Valle, Ciro Guardasole, Eduardo Polverino, Giovanni Tarantino.
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