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CAMORRA

Il clan all’assalto dell’hinterland, chiesti quasi tre secoli di carcere

Droga, armi e racket per conquistare l’area est. Il boss Mazzarella e gli altri rischiano 18 anni a testa

Il clan all’assalto dell’hinterland, chiesti quasi tre secoli di carcere

NAPOLI. L’ombra lunga del clan Mazzarella nell’area vesuviana, arriva l’affondo della Dda. Nonostante la raffica di confessioni arrivate nell’udienza di metà dicembre, per la temibile cosca con profonde diramazioni tra Napoli e l’hinterland orientale si profila lo spauracchio di una nuova stangata. Ieri mattina si è tenuta infatti la requisitoria del pm Visone, il quale ha invocato ventidue condanne per un ammontare di quasi due secoli e mezzo di carcere. Le pene più severe sono state quelle richieste per i presunti capi della holding mafiosa, che adesso rischiano oltre 18 anni.

Queste nel dettaglio le richieste di pena avanzate dalla Procura: Raffaele Anastasio, 9 anni; Fabio Annunziata, 18 anni; Antonio Baia, 8 anni; Antonio Barra, 10 anni e 8 mesi; Rosa Bova, 12 anni; Ferdinando Buonocore, 8 anni; Luigi Ciliberti, 8 anni; Fabio Civita, 12 anni; Clemente Correale, 13 anni e 4 mesi; Enzo Cuozzo, 5 anni e 4 mesi; Roberto De Bernardo, 8 anni; Rosario De Bernardo, 18 anni e 8 mesi; Salvatore Di Caprio, 18 anni; Clemente Di Cicco, 8 anni; Salvatore Esposito, 12 anni; Alessandro Lanzone, 6 anni e 6 mesi; Salvatore Lanzone, 7 anni e 10 mesi; Carmine Martiniello, 12 anni; Michele Mazzarella, 18 anni; Antonio Menna, 8 anni; Carmela Miranda, 18 anni e 4 mesi; Francesco Scurti, 9 anni.

Il processo, che si sta celebrando con il rito abbreviato innanzi al gip Chiara Bardi, riprenderà a febbraio con le discussioni del collegio difensivo. Poi, a fine marzo, il giudice emetterà la sentenza. A confessare nella scorsa udienza erano stati Raffaele Anastasio, Fabio Annunziata, Antonio Baia, Clemente Correale, Enzo Cuozzo, Roberto De Bernardo, Rosario De Bernardo, Clemente De Cicco, Salvatore Esposito, Alessandro Lanzone, Salvatore Lanzone, Michele Mazzarella, Carmela Miranda e Francesco Scurti. Scena muta, invece, per Rosa Bova, Ferdinando Buonocore, Luigi Ciliberti, Fabio Civita, Salvatore Di Caprio, Carmine Martiniello e Antonio Menna.

Il collegio difensivo è invece composto dagli avvocati Sergio Lino Morra, Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Giuseppe Milazzo, Immacolata Romano, Rocco Maria Spina, Onofrio Annunziata, Luigi Poziello, Rosario Arienzo, Dario Cuomo, Massimo Vetrano e Mariangela Covelli. Tra gli imputati a vario titolo accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, armi e racket spicca il boss Mazzarella “’o fenomeno”, che nonostante la detenzione nel carcere di Siracusa avrebbe continuato a tenere le redini del clan e a organizzare un enorme giro di droga tramite i due gruppi satelliti che avrebbero fatto capo a Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo “’o pisello”, assassinato in un agguato di camorra nel novembre 2015, e Raffaele Anastasio. Le due organizzazioni avrebbero così operato, rispettivamente, a Somma Vesuviana e a Sant’Anastasia, sempre sotto l’egida del clan Mazzarella, che ad oggi eserciterebbe un capillare controllo del territorio, come ribadito ieri dal pm.

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