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Napoli, via al consiglio comunale: protesta contro nuova società per il patrimonio

In apertura dei lavori un minuto di silenzio in memoria di Luigi Nicolais ed Eugenio Chiodo, recentemente scomparsi

Napoli, via al consiglio comunale: protesta contro nuova società per il patrimonio

Ha preso il via, alla presenza di 25 consiglieri, la seduta del Consiglio comunale di Napoli. L'aula, su proposta di Antonio Bassolino (Misto) e Gennaro Acampora (Pd), ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Luigi Nicolais ed Eugenio Chiodo, recentemente scomparsi.

Un minuto di silenzio anche in solidarietà del popolo iraniano, come richiesto da Toti Lange (Misto). Ad esprimere solidarietà alle donne e al popolo iraniano anche Fulvio Fucito (Manfredi Sindaco).

Spazio poi alle questioni urgenti: a tenere banco le vicende Bagnoli e America's Cup. In particolare, Bassolino ha ricordato un ordine del giorno approvato all'unanimità nel mese di settembre per la convocazione di un Consiglio comunale partecipato con la comunità di Bagnoli, finalizzato a fare il punto sulla situazione dell'area flegrea, finora non convocato.

Tra i quesiti ancora irrisolti: l'assenza di una Via (Valutazione di impatto ambientale) su Bagnoli, le garanzie sulla rimozione delle opere temporanee dopo l'America's Cup e il futuro della grande spiaggia e del parco pubblico. Il Consiglio su Bagnoli è stato sollecitato anche da Lange.

Sergio D'Angelo (Napoli solidale Europa verde Difendi la città) ha sottolineato che la Coppa America può essere un'opportunità solo se produce benefici duraturi per i cittadini, a partire dalla tutela della costa e delle spiagge pubbliche.

Spazio, poi, all'ordine del giorno, con la discussione, tra l'altro, relativa alla delibera di giunta comunale di proposta al Consiglio che prevede la costituzione di una nuova società per azioni, a totale partecipazione pubblica indiretta da parte del Comune di Napoli, per l'affidamento in house providing del servizio di gestione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Proprio su questo punto, questa mattina, fuori alla sede del Consiglio comunale di Napoli, in via Verdi, si è tenuta una protesta che ha visto protagonisti alcuni attivisti.

«Il Comune - hanno spiegato - ha già una Società che gestisce il patrimonio ed è Napoli Servizi, il cui equilibrio economico-finanziario può essere messo in crisi dalla nuova partecipata che prenderebbe la fetta patrimoniale più allettante. Tra i compiti della costituenda società, è formalmente previsto che dovrà esserci una forte collaborazione col fondo immobiliare comparto Napoli gestito da Invimit Sgr Spa che è stato già oggetto di un primo “conferimento" (=dismissione) di beni immobili da parte del Comune, tra cui la Galleria Principe di Napoli. Napoli Patrimonio avrà anche il compito di gestire 22.772 unità immobiliari del patrimonio Erp per metterli “a reddito": ciò finirà col provocare aumento dei fitti ed altra espulsione dal territorio della città delle fasce più deboli anche da parte di un ente pubblico come il Comune. Sotto questo aspetto, è preoccupante che, sinora, nello statuto della costituenda Società manchino clausole sociali per gli inquilini in maggiori difficoltà».

Gli attivisti della rete cittadina Riprendiamoci la città - Napoli non si vende ritengono che «la riduzione del debito della città non può basarsi su svendite patrimoniali e valorizzazioni per il mercato».

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