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I RINCARI NELLE POLIZZE
23 Gennaio 2026 - 08:10
NAPOLI. La Legge di Bilancio 2026 introduce novità fiscali pesanti per gli automobilisti, con ripercussioni che si faranno sentire con forza in realtà complesse e già tartassate come quella di Napoli. Il provvedimento interviene in modo significativo sull’imposta dei premi delle assicurazioni, colpendo in particolare le garanzie accessorie per l’infortunio del conducente e l’assistenza stradale, che fino a oggi godevano di una tassazione più contenuta.
Fino al 31 dicembre scorso, grazie a una norma di interpretazione autentica, queste coperture opzionali sono state soggette ad aliquote ridotte, pari al 2,5% per gli infortuni e al 10% per l'assistenza, a patto che il costo fosse indicato separatamente dalla Rca obbligatoria. Tuttavia, dal 1° gennaio di quest’anno, il governo ha stabilito un innalzamento dell’aliquota al 12,5%.
Per un automobilista di Napoli, città che storicamente sconta premi assicurativi tra i più alti d'Italia, questo incremento renderà le tutele aggiuntive ancora più onerose, proprio nel momento in cui i costi medi delle polizze hanno già subito forti impennate negli ultimi anni. L’aumento si inserisce in un contesto di mercato già molto teso.
A livello nazionale, il premio medio si è stabilizzato intorno ai 483 euro, ma il confronto con il 2022 mostra una crescita superiore al 31%. In una metropoli come Napoli, dove le tariffe superano costantemente la media nazionale, l’ulteriore aggravio fiscale potrebbe spingere molti cittadini a rinunciare a queste tutele per contenere le spese.
Le compagnie assicurative temono che condizioni meno convenienti riducano drasticamente la sottoscrizione di garanzie accessorie, con un impatto negativo sulla sicurezza complessiva dei conducenti. La situazione appare ancora più critica per chi ha causato un incidente nel corso del 2025.
Al momento del rinnovo nel 2026, circa un milione e mezzo di assicurati subirà rincari drastici, con premi che potrebbero essere quasi raddoppiati rispetto a chi non ha provocato sinistri. A Napoli, dove la densità di traffico e la complessità della viabilità urbana incidono sulla frequenza degli eventi, questo dato rischia di pesare enormemente sui bilanci delle famiglie napoletane.
L'analisi territoriale e demografica evidenzia infine come le differenze geografiche restino marcate, con regioni come il Molise in posizione virtuosa contrapposte ad aree con frequenze di sinistri molto più elevate.
Sul piano anagrafico e professionale, i giovani fino a 24 anni e gli studenti risultano le categorie con l'indice di rischio maggiore, e dunque quelle che pagano e pagheranno di più, mentre le forze armate e gli imprenditori si confermano i guidatori più prudenti. Per i residenti a Napoli, la nuova normativa rappresenta dunque un ulteriore tassello in un panorama assicurativo sempre più sfidante e costoso.
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