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Il clan Mazzarella serra le fila, fuori il narcos De Bernardo jr

Il capopiazza dell’hinterland orientale ottiene i domiciliari a processo in corso

Il clan Mazzarella serra le fila, fuori il narcos De Bernardo jr

_ Il blitz dei carabinieri era scattato a maggio scorso e aveva portato all’esecuzione di ventuno arresti

NAPOLI. Se non è un terremoto poco ci manca. Il clan Mazzarella rischia di serrare le fila grazie a una scarcerazione eccellente, quella di uno dei rampolli della holding criminale con base tra Napoli Est e l’area vesuviana.

A neppure ventiquattro ore di distanza dalla requisitoria del pubblico ministero, che ha chiesto per lui otto anni di carcere, Roberto De Bernardo, 20enne capopiazza di Somma Vesuviana e nipote del ras Rosario, ha ottenuto gli arresti domiciliari. La sua scarcerazione è stata disposta dal gip davanti al quale si sta celebrando il maxi-processo con oltre venti imputati.

Il giudice, ritenendo ormai attenuate le esigenze cautelari, ieri pomeriggio ha accolto l’istanza presentata dal difensore di De Bernardo jr, l’avvocato Leopoldo Perone. Il giovane narcos per il momento non potrà però fare ritorno nella “sua” zona: gli arresti in casa gli sono stati infatti concessi nel comune di Isernia.

Tra gli arrestati nella retata di maggio scorso spiccava il boss Michele Mazzarella, alias “’o fenomeno”, che nonostante la detenzione nel carcere di Siracusa avrebbe continuato a tenere le redini del clan e a organizzare un colossale giro di droga tramite i due gruppi satelliti che avrebbero fatto capo a Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo “’o pisello”, assassinato in un agguato di camorra nel novembre 2015, e Raffaele Anastasio.

Le due organizzazioni avrebbero così operato, rispettivamente, a Somma Vesuviana e a Sant’Anastasia, sempre sotto l’egida del clan Mazzarella, che ad oggi eserciterebbero un capillare controllo del territorio. La prima sarebbe stata dedita alla gestione del traffico di droga e alla distribuzione dello stupefacente in varie piazze di spaccio, e disporrebbe di mezzi, uomini e armi; la seconda, avrebbe operato formulando una serie di richieste estorsive ai danni di imprenditori e commercianti della zona, per poter sostenere i propri affiliati: nel mirino sarebbero finite in particolare tre società attive nel settore delle energie rinnovabili, nell’autonoleggio e nei servizi funebri.

Le attività di indagine, che sono state svolte soprattutto grazie a una fittissima serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, si sono focalizzate per tutto il 2024 sul giro di spaccio di stupefacenti gestito dal gruppo De Bernardo, attivo nel Parco Fiordaliso di via San Sossio, nel comune di Somma Vesuviana.

Il clan avrebbe smerciato droghe di ogni tipo: dalla cocaina al crack, dalla marijuana all’hashish. I promotori della holding sono stati inquadrati dalla Dda in Michele Mazzarella, Salvatore Di Caprio, Salvatore Giannetti e Fabio Annunziata. Gli organizzatori sarebbero stati invece Clemente Correale, Rosario De Bernardo e Carmela Miranda, i quali avrebbero gestito le piazze.

Con la progressiva affermazione del gruppo De Bernardo si sarebbe poi creata una sorta di “alleanza delle piazze”, per la quale tutti i pusher di spicco dovevano rifornirsi dai Mazzarella. Un affare a cui avrebbe partecipato anche De Bernardo junior.

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