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L'intervento
23 Gennaio 2026 - 16:23
Antonio Cerbone, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Stn della Protezione civile
«Il crollo è avvenuto in uno stabile già sgomberato, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato scricchiolii e rumori anomali. Ma un sistema di Protezione Civile non può reggersi solo sulla prontezza dei cittadini». A dirlo è Antonio Cerbone, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Stn (Struttura tecnica nazionale) della Protezione civile.
«Casoria, come molti comuni italiani, è dotata di un Piano di Emergenza e di un Piano di Protezione Civile. Il problema non è la loro esistenza formale, ma la loro invisibilità sostanziale. Piani chiusi in un cassetto, sconosciuti alla maggior parte della popolazione, mai realmente condivisi. Un piano che non viene comunicato non è uno strumento di prevenzione: è solo un atto amministrativo» prosegue.
«Parlo con la voce di chi vive questo territorio come cittadino, ma anche con la responsabilità di chi opera come tecnico, come consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e come coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale per la Campania. Da anni denuncio la scarsa comunicazione dei Piani di Protezione Civile. Le prime analisi indicano come causa del crollo una infiltrazione dovuta alla rottura di una conduttura idrica. È evidente che una manutenzione ordinaria programmata avrebbe potuto ridurre drasticamente il rischio. Questo ci porta a una domanda scomoda, ma necessaria: quanto investiamo davvero nella prevenzione rispetto a quanto spendiamo dopo le emergenze? La prevenzione non si improvvisa e non si attiva solo quando l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Questa volta è andata bene. Ma la fortuna non è una politica pubblica» conclude Cerbone.
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