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L'evento
23 Gennaio 2026 - 20:31
Trentadue anni dopo la discesa in campo di Silvio Berlusconi, Forza Italia apre da Napoli il primo evento nazionale del ciclo dedicato al 1994. All’Auditorium dell’Hotel Continental la sala è gremita, la partecipazione è da grandi occasioni, il clima è quello di un appuntamento politico vero, non celebrativo. “Valori. Più libertà, più dignità” segna l’avvio di un percorso che proseguirà a Roma e Milano e restituisce al Sud un ruolo centrale nella strategia del partito. Un risultato costruito anche sul piano organizzativo dal segretario regionale Fulvio Martusciello, che ha trasformato l’anniversario in una prova di forza politica e di mobilitazione.
A dare il segno politico della giornata è il segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani, che richiama l’attualità della “grande rivoluzione liberale” avviata nel 1994. «Vogliamo rivendicare il nostro ruolo centrale nell’essere protagonisti di quella rivoluzione - ha spiegato - una rivoluzione che è stata in parte realizzata e che vogliamo portare a compimento. Berlusconi disse che non devono esserci cittadini di serie A e di serie B: non vogliamo che il Sud sia di serie B, né nella politica sociale né nella crescita economica».

Il filo conduttore dell’iniziativa è quello della solidarietà come responsabilità, non come assistenzialismo. È su questo terreno che interviene Martusciello, rilanciando il senso politico della tre giorni ma anche marcando le differenze all’interno del centrodestra. «Questa non è una tre giorni malinconica - ha detto - ma un’iniziativa che serve a rendere attuale la lezione di Berlusconi. E serve anche a dire con chiarezza che Forza Italia resta il punto di equilibrio del centrodestra. C’è chi, come Fratelli d’Italia, nei territori ha fatto scelte di alleanza con liste e mondi che nulla hanno a che vedere con la nostra storia. Noi restiamo coerenti: moderati, popolari, garantisti».
Accanto alla dimensione politica, l’evento ha dato spazio a una testimonianza concreta di impegno sociale con l’intervento di don Luigi Merola, fondatore della fondazione A Voce d’’e Creature. «La solidarietà non è uno slogan - ha sottolineato - ma una scelta quotidiana. Stare accanto ai giovani significa restituire dignità prima ancora che opportunità. È così che certi valori diventano reali».
Grande enfasi è stata data ai Giovani di Forza Italia, protagonisti dell’apertura dei lavori con la rappresentazione simbolica della parabola delle quattro candele. Una scena essenziale ma fortemente evocativa, che ha richiamato il rischio dell’indifferenza e il dovere di tenere accesi i valori della responsabilità, della libertà e della speranza. Un passaggio che ha parlato al presente e soprattutto al futuro del partito.
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Sul piano nazionale è intervenuto il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, ribadendo il peso politico di Forza Italia. «Dopo la dolorosa scomparsa di un leader impareggiabile come Berlusconi - ha affermato - Forza Italia continua a muoversi nel suo solco e nel suo insegnamento. Saremo decisivi nella sfida che ci porterà alle prossime elezioni politiche». Gasparri ha poi richiamato il ruolo internazionale del partito e «l’azione saggia e autorevole che Antonio Tajani sta svolgendo in una fase complessa accanto alla presidente del Consiglio».

A rafforzare il quadro campano è intervenuto il vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, che ha richiamato il messaggio di libertà lasciato da Berlusconi come rottura di un sistema politico distante dai cittadini. «Berlusconi - ha detto - ci ha insegnato che la politica deve tornare a occuparsi delle persone. La sua eredità è un invito a rispettare le regole, ma a non rinunciare mai alla libertà».
Sulla stessa linea il senatore Francesco Silvestro, che ha ribadito l’identità originaria del partito. «Forza Italia nasce mettendo al centro libertà, responsabilità e fiducia nelle persone. La nostra idea di solidarietà non è assistenzialismo, ma lavoro, opportunità e dignità».
Napoli, così, non è solo una cornice simbolica, ma il punto di partenza politico di una sfida che Forza Italia intende giocare fino in fondo, nel solco di Berlusconi e con una linea identitaria rivendicata senza ambiguità.
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