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Il caso
24 Gennaio 2026 - 09:25
NAPOLI. Si presentava come sensitiva capace di mettere in contatto le persone con le anime dei defunti, ma anche come psicologa impegnata in delicati ambiti di assistenza. Una doppia identità che, secondo le denunce, avrebbe contribuito a rafforzare la fiducia degli utenti e a facilitare richieste di denaro.
La donna, seguita da decine di persone anche dall’estero, è stata segnalata all’Ordine degli psicologi della Campania dopo le accuse di presunti raggiri emerse attraverso le sue dirette social su TikTok. Nel corso delle trasmissioni online, la sedicente sensitiva chiedeva e riceveva doni digitali che, una volta convertiti dalla piattaforma, diventavano denaro reale.
Secondo quanto denunciato, la donna si presentava pubblicamente anche come psicologa impiegata in un centro antiviolenza e in strutture dedicate al recupero di tossicodipendenti, ludopatici e alcolisti, circostanze che hanno fatto scattare ulteriori accertamenti.
«Segnalammo il caso all’Ordine degli psicologi della Regione Campania che smentì l’iscrizione della donna all’albo», spiega l’avvocato Sergio Pisani. «Nei giorni scorsi – aggiunge – abbiamo appreso che la commissione competente, dopo aver visionato il materiale fornito, nel quale la donna si presentava pubblicamente come psicologa, ha deciso di trasmettere tutta la documentazione agli organi competenti per gli accertamenti di propria spettanza».
La vicenda ha assunto anche un rilievo nazionale. Alla Camera dei Deputati è stata presentata un’interrogazione parlamentare dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, nella quale si fa riferimento a un canale TikTok in cui una sedicente sensitiva, talvolta qualificatasi come psicologa senza risultare iscritta all’albo professionale, metterebbe in scena presunte comunicazioni con i defunti accompagnate da richieste pressanti di donazioni economiche.
Nell’atto parlamentare vengono evidenziati i rischi di manipolazione emotiva, sfruttamento economico e danni psicologici, soprattutto nei confronti di soggetti fragili e persone vulnerabili. Al Governo si chiede se intenda rafforzare i controlli, il sistema sanzionatorio e le iniziative di prevenzione ed educazione digitale, per contrastare fenomeni che, secondo le denunce, trovano nei social un terreno fertile per diffondersi e colpire chi è in condizioni di maggiore debolezza.
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