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L'indagine
24 Gennaio 2026 - 09:55
Nei riquadri l’arrestato Roberto Pinto, 31 anni, e il carico di marijuana sequestrato dai poliziotti della Squadra mobile
NAPOLI. Con un Gps nascosto in un frigorifero firmato “Coca Cola” aveva monitorato l’intero viaggio del “carico”: da Barcellona, in Spagna, fino a un anonimo deposito di via Mario Pilati, nel quartiere napoletano di Ponticelli. Roberto Pinto, 31enne in passato accostato al ras di Cavalleggeri d’Aosta Alessandro Giannelli e oggi vicino agli ambienti del clan Cutolo del rione Traiano, non sapeva però che una fonte confidenziale aveva rivelato, con alcuni giorni di preavviso, non soltanto il suo modus operandi, ma anche il giorno esatto della consegna.
Quello che ne è scaturito è stato un blitz in grande stile, con gli uomini della Squadra mobile che hanno sequestrato oltre 40 chili di droga. Potrebbe però essere soltanto la punta di un iceberg ancora tutto da scoprire. La polizia è entrata in azione giovedì mattina in un deposito di una ditta di spedizioni Ponticelli.
Tre le persone arrestate: Roberto Pinto, 31 anni, Massimo De Martino, 52enne di via Oronzio Costa, Marco Scognamiglio, 39enne di San Giorgio a Cremano. Tutti già gravati da precedenti di polizia, anche specifici, e arrestati per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sono stati i Falchi della Squadra mobile, sulla scorta di una “soffiata” ricevuta nei giorni scorsi da una fonte confidenziale, a eseguire il blitz. Nel deposito i poliziotti hanno trovato il 52enne De Martino in possesso di una bolla di accompagnamento relativa a un collo di 300 chili proveniente da Barcellona e di una chiave; all’interno della sua auto, invece, sono state rinvenute ben 41 buste di marijuana del peso complessivo di circa 43 chili.
Ancora, il 39enne è stato trovato in possesso di 8.800 euro, mentre il 31enne di 1.500 euro, suddivisi in banconote di vario taglio. Gli agenti hanno poi controllato il deposito, dove, su una pedana di legno, hanno rinvenuto un distributore di bevande recante scritte in lingua spagnola: la droga era contenuta proprio nel distributore.
Le sorprese non sono però finita qua. La polizia, perquisendo Roberto Pinto, ha trovato nelle sue tasche la chiave che apriva il vano realizzato nel frigorifero e un localizzatore Gps che fino a pochi minuti prima si trovava posizionato sul carico di droga, come confermato dal nastro adesivo ancora presente.
Marco Scogamiglio avrebbe invece curato il trasporto. Gli accertamenti eseguiti nell’immediatezza della retata hanno poi rivelato un’ulteriore circostanza. Su uno dei due cellulari trovati a Pinto era presente un’app, collegata all’Ait Tag, con il quale il narcos aveva monitorato l’intero viaggio della droga, da Barcellona fino a Ponticelli.
I tre arrestati si trovano adesso nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida. Pinto è assistito dall’avvocato Antonio Abet, De Martino dall’avvocato Andrea Lucchetta. Indagini ancora in corso per risalire alla provenienza e alla destinazione del carico. Gli inquirenti sono quasi certi che la marijuana fosse destinata alle piazze di spaccio presenti nella zona della “44”, nel rione Traiano.
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