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Fuorigrotta
24 Gennaio 2026 - 10:48
NAPOLI. Nel quartiere di Fuorigrotta, e precisamente in via Enrico Cocchia, sta montando la protesta dei residenti e dei fedeli per una scelta urbanistica che appare, a voler essere generosi, paradossale. Proprio davanti all’ingresso della locale chiesa di San Giuseppe, sono stati infatti realizzati gli stalli per la ricarica delle auto elettriche.
Un’operazione che, se da un lato strizza l’occhio alla modernità “green”, dall'altro sembra aver completamente dimenticato il contesto sociale e funzionale in cui si inserisce. Il punto più critico sollevato dai cittadini riguarda soprattutto la gestione dei servizi funebri.
È prassi consolidata, oltre che una necessità logistica elementare, che il carro funebre debba poter sostare esattamente davanti all'ingresso dell’edificio sacro per consentire il trasporto del feretro in modo dignitoso ed agevole.
Con il posizionamento dei nuovi stalli riservati alla ricarica la sosta diventa impossibile: se le postazioni sono occupate da auto in carica, il carro funebre non ha uno spazio tecnico adeguato. Il conflitto di mobilità: Si rischia di creare un assurdo “conflitto tra diritti”: il diritto dell'automobilista a ricaricare e il diritto di una comunità a celebrare i propri riti nel rispetto della solennità del momento.
La domanda che rimbalza tra i marciapiedi di via Enrico Cocchia è una sola: chi ha progettato l’intervento? È evidente che nel sopralluogo tecnico o nella fase di mappatura su carta, nessuno abbia tenuto conto della destinazione d'uso dell'edificio antistante.
Realizzare infrastrutture per la mobilità sostenibile è fondamentale per la Napoli del futuro, ma non può avvenire a scapito della logica. Una colonnina può essere spostata di dieci metri senza comprometterne l'efficacia; l'ingresso di una chiesa, invece, resta lì dov'è da decenni.
Non si tratta di essere “anti-elettrico”, ma di pretendere una pianificazione intelligente. I residenti chiedono ora un intervento immediato del Comune e della 10ª Municipalità per rivedere il posizionamento degli stalli.
L’auspicio è che chi di dovere si renda conto dell'errore e provveda a una ricollocazione che rispetti la sacralità dei luoghi e le esigenze pratiche dei servizi funebri, evitando che una buona idea - la ricarica elettrica - si trasformi nell'ennesimo monumento all'inefficienza burocratica.
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