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quartieri spagnoli
26 Gennaio 2026 - 09:10
NAPOLI. Alta tensione ai Quartieri Spagnoli dove, dopo un breve periodo di calma apparente, è stato registrati un nuovo spargimento di sangue. Un commando di sicari, intorno alle due di domenica notte, è entrato in azione via Santa Maria Ognibene, all’altezza del civico 26: a finire nel mirino il ventiduenne Ciro Basile, che solo grazie alla sua prontezza di riflessi è riuscito a mettersi in salvo, cavandosela con una leggera ferita a un gluteo. Medicato al pronto soccorso del Pellegrini, il giovane è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. Sul raid indagano adesso i carabinieri della compagnia Napoli Centro, al lavoro per cercare di risalire ai responsabili.
Stando a quanto emerso dai primi accertamenti effettuati nella zona della “Parrocchiella”, non si sarebbe tratto di una semplice stesa. I killer hanno infatti esploso almeno nove colpi di pistola, di cui andato a segno. Ciro Basile non si sarebbe dunque trovato lì per caso, ma era l’obiettivo designato. Riflettori puntati, dunque, sui suoi trascorsi e sui suoi legami con gli ambienti criminali della zona. Il suo nome, pur non essendo stato mai formalmente indagato, ha fatto capolino tra l’altro nell’inchiesta che nelle scorse settimane ha fatto luce sull’agguato fallito in piazza Carolina. Un raid efferato, al quale fece poi seguito una stesa in vico Caricatoio.
Nel corso di un’intercettazione, in particolare, una donna faceva riferimento a lui, ma quel colloquio non ha poi portato all’individuazioni di responsabilità penali a carico del giovane. A finire in manette, raggiunti da un decreto di fermo emesso dalla Dda, erano stati invece tre maggiorenni e quattro minorenni, a vario titolo accusati di aver preso parte alle fasi di quella maledetta notte di piombo. I destinatari del decreto, poi convalidato dal gip del tribunale di Napoli, sono stati: Vincenzo Giovanni Lucci Percic, 19enne figlio del ras Salvatore detto “Sasà”; Carlo Forte, 18enne, Mario Puggillo, 18enne; due 15enni, un 16enne e un 17enne.
Quella notte, intorno all’una in piazza Carlina, si sono scontrati Percich, Forte e i due 15enni, tutti dei Quartieri Spagnoli, con Mario Puggillo, il 16enne e il 17enne, del gruppo del Pallonetto di Santa Lucia. Nella ricostruzione della Dda e della procura per i minorenni “Jhonny” Perich e i suoi amici avrebbero aperto il fuoco in direzione di un gazebo nei cui pressi si trovavano due minorenni rivali. I primi erano partiti da vico Caricatoio, dove Carlo Forte si era recato a prendere Percich. In sella a uno scooter, seguito da un altro con i ragazzini in sella, sarebbero entrati in territorio nemico con il preciso scopo di mostrare i muscoli.
Gli altri però, non stettero a guardare e risposero al fuoco mirando contro i mezzi che nel frattempo avevano fatto dietro front verso i Quartieri Spagnoli. Poi due ore dopo, uno di essi sparò contro il portone del palazzo in cui abita il 19enne Percic, nel frattempo tornato a casa. Era il 12 dicembre scorso e, oltre un mese dopo, la vicenda potrebbe non essere ancora chiusa.
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