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IL CASO
27 Gennaio 2026 - 08:04
NAPOLI. Calci, sputi e mani al collo. E poi telefonate minacciose, ingiurie, offese. Ha dovuto sopportare di tutto e anche di più una 54enne napoletana della zona collinare della città, impiegata in un’azienda privata e moglie separata da un 58enne titolare di un’azienda di noleggio di autovetture.
Fino a quando ha deciso di denunciare l’uomo e far partire un procedimento conclusosi con il suo arresto per stalking e maltrattamenti in famiglia. La vicenda è stata ricostruita dai carabinieri della stazione di Capodimonte, ai quali la vittima si è rivolta lo scorso 23 gennaio.
Per molto tempo la donna aveva rinunciato a denunciare, sperando in un cambiamento che non è mai arrivato. Invece la situazione è addirittura precipitata, cosicché per il piccolo imprenditore sono scattate le manette. È incensurato. La coppia ha un figlio di 26 anni.
I due si sono separati venti anni fa, ma nell’anno del Covid hanno provato a più riprese a tornare assieme. Tutto inutile: secondo la denuncia e la ricostruzione degli investigatori la prepotenza dell’uomo (comunque da considerare innocente fino all’eventuale condanna definitiva) è sempre riaffiorata.
Agli atti dell’indagine ci sono telefonate registrate e messaggi whatsapp espliciti. Non soltanto la 54enne era minacciata; anche una sua amica, che ha confermato tutto ai carabinieri, finiva nel mirino del noleggiatore di autovettura. «Dici a quella s... di chiamarmi... le ho fatto 70 telefonate e non risponde. Poi dice che divento violento», si legge in un messaggio.
Eppure l’impiegata avrebbe voluto dimenticare quei calci, gli sputi in faccia e anche le mani al collo. Aveva preferito metterci una pietra sopra e non aveva detto nulla a nessuno sperando ogni volta che quello potesse essere l’ultimo episodio di violenza. Invece no, ma la misura era colma e la discussione dello scorso 23 gennaio culminata in una violenta aggressione fisica ha cambiato definitivamente il corso della vicenda.
In quel caso l’uomo ha peso a calci ripetutamente la vittima, le ha sputato addosso e le ha stretto le mani al collo come per strangolarla per poi fermarsi all’ultimo istate, fortunatamente. La 54enne si è recata ai carabinieri e proprio mentre era negli uffici dell’Arma sono emersi i gravi indizi che hanno permesso l’arresto.
Il 58enne ha tempestato di chiamate la vittima: con minacce e offese come se piovesse. Poi si è appostato sotto casa della ex, che si è sentita segregata. I messaggi vocali con minacce di morte sono arrivati anche alle amiche della donna e in particolare a una di esse. Così, domenica scorsa (spesso le denunce vengono formalizzate s nei giorni di festa) la donna ha varcato l soglia della caserma dei carabinieri di Capodimonte.
I militari hanno accolto la vittima nella “stanza tutta per se” dove lei ha raccontato tutto. La vicenda è stata monitorata da un magistrato della procura di Napoli. È partito il provvedimento restrittivo sulla base dell’informativa dei carabinieri, che hanno rintracciato e arrestato l’uomo, ora in carcere.
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