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Giornata della memoria

Napoli ricorda le vittime dell'Olocausto, assente la comunità ebraica

Cerimonia a largo Luciana Pacifici e in piazza Bovio, poi iniziativa al San Carlo

Napoli ricorda le vittime dell'Olocausto, assente la comunità ebraica
Il ricordo della tragedia della Shoah rivive nei luoghi di Napoli legati alle persecuzioni naziste. Questa mattina, in occasione del Giorno della Memoria, il sindaco Gaetano Manfredi, alla presenza del prefetto Michele di Bari e delle autorità civili e militari, ha deposto una corona di fiori nella strada di Borgo Orefici intitolata a Luciana Pacifici, la bimba nata a Napoli da una famiglia di ebrei toscani. La piccola Luciana, catturata insieme ai genitori e ad altri familiari, trascorse gran parte della sua breve vita in un campo di concentramento a Bagni di Lucca. Non aveva neppure otto mesi quando perse la vita su un convoglio diretto ad Auschwitz.
Altri fiori sono stati deposti in piazza Bovio, accanto alle pietre d’inciampo sulle quali sono riportati i nomi delle vittime della Shoah.
«In questo momento storico, caratterizzato da tanti conflitti, la memoria di fatti terribili che hanno colpito l’umanità rappresenta un potente antidoto per evitare che simili tragedie possano ripetersi ed è, al tempo stesso, un monito agli uomini affinché l’impegno civile aiuti, nel ricordo, a combattere tutte le forme di discriminazione e di odio», ha affermato il sindaco Gaetano Manfredi.

“RESTIAMO UMANI"
A completare le iniziative promosse in occasione del Giorno della Memoria, a 81 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, è stato l’evento “Restiamo umani”, una maratona di lettura integrale dell’opera “Se questo è un uomo” di Primo Levi, realizzata dagli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di dieci istituti cittadini.
«Abbiamo coinvolto il teatro NEST e il Mercadante per dare voce ai ragazzi e offrire loro la possibilità di essere protagonisti di una riflessione sulla condizione umana – ha sottolineato l’assessora all’Istruzione e alle Famiglie, Maura Striano –. Primo Levi diceva che Auschwitz è intorno a noi, nel senso che quanto è accaduto con la Shoah è frutto di un atteggiamento che si ripete nel tempo e nella storia. Questa riflessione ci consente di mettere a fuoco la condizione umana e la necessità di non perdere di vista il senso di umanità».

ASSENTE LA COMUNITà EBRAICA

Alle cerimonie non ha partecipato, per la prima volta dall'insediamento dell'amministrazione Manfredi, la comunità ebraica. A motivare la scelta la presidente Lydia Schapirer.

«Il Comune di Napoli ha preso delle decisioni che non possiamo accettare - spiega - ha deciso di dare voce solo ad un interlocutore, il che non significa aprire un dialogo. Manca la vicinanza e un dialogo basato su uno scambio reciproco».

Per Schapirer «la commemorazione della giornata della memoria è diventato un fatto rituale privo di qualsiasi significato. Si cerca di sminuirlo dandogli altri significati e accostandoli a fatti politici che si svolgono in questo momento».

«Non può essere accettato prima di tutto per onorare le vittime, i 6 milioni di ebrei trucidati, si è trattato di un genocidio a tutti gli effetti, e poi bisogna rispettare gli ebrei italiani, europei che vivono oggi» conclude Schapirer. 

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