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Il disegno di legge
28 Gennaio 2026 - 08:53
NAPOLI. Il giorno dopo il varo del disegno di legge sul salario minimo da parte della giunta regionale, si accende il dibattito. Divisi i sindacati.
Il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, «ribadendo la centralità della contrattazione collettiva» spiega che l’organizzazione da lui guidata «guarda con molta attenzione alla proposta regionale. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti da approfondire, sui quali auspichiamo un confronto nel percorso che porterà il disegno di legge all’approvazione del consiglio regionale».
Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil di Napoli e Campania, è chiaro: «In linea di principio non siamo contrari a individuare una soglia minima sotto la quale non si possono appaltare i lavori pubblici, a partire da quelli di competenza regionale, ma credo che sarà necessario leggere la delibera e l’iter di approvazione».
Dal canto proprio, il reggente della Cisl Campania, Mattia Pirulli, attende di vedere il testo definitivo ma esprime «forti perplessità. La strada da percorrere -resta la valorizzazione della contrattazione e dei contratti collettivi nazionali e integrativi firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Interventi normativi di questo tipo rischiano di comprimere verso il basso i trattamenti economici, generare contenziosi e abbassare i riferimenti retributivi invece di elevarli».
Apprezzamento arriva, invece, dall’Unione industriali di Napoli. «L’introduzione di un salario minimo nei contratti pubblici di appalto e nelle concessioni di competenza regionale può rappresentare uno strumento utile per selezionare le imprese più qualificate, oltre che per tutelare i lavoratori» dice il presidente Costanzo Jannotti Pecci.
Sul fronte politico, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Gennaro Sangiuliano, è chiaro: «In linea di principio ogni iniziativa che va nella direzione di un aumento dei salari e della dignità dei lavoratori è auspicabile. Devo, però, ancora leggere nel dettaglio il provvedimento e analizzarlo accuratamente. Bisogna capire come si interseca con i contratti collettivi nazionali e la competitività delle imprese. Dobbiamo poi non solo garantire meglio chi lavora ma anche intervenire per chi un lavoro non lo ha».
Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Economia, boccia il ddl: «Il recente disegno di legge della Regione Campania, sbandierato da Roberto Fico a fini propagandistici come legge sul salario minimo, in realtà non è niente di tutto ciò».
Sul fronte della maggioranza regionale, Davide D’Errico, consigliere regionale del gruppo Fico Presidente e firmatario della mozione, è soddisfatto: «Un segnale politico fortissimo: nella Campania che vogliamo costruire nessun lavoratore deve essere povero e nessuno deve vivere in difficoltà pur lavorando».
Ciro Buonajuto, capogruppo di Casa Riformista, parla di «passo in avanti per la dignità dei lavoratori». Apprezzamento arriva anche dal leader del M5S, Giuseppe Conte: «Primo atto del nostro Roberto Fico in Campania. Purtroppo a livello nazionale sbattiamo contro i “no” del governo Meloni».
Il tutto mentre termina il commissariamento di Fratelli d’Italia a Napoli. Marco Nonno, primo dei non eletti al consiglio regionale nella circoscrizione di Napoli. riprende quindi le funzioni di presidente per l’area metropolitana partenopea.
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